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Gorizia e i suoi primi 100 anni

Il Vomero all’inizio del secolo era campagna, una collina dove si andava a “prendere il fresco” durante le vacanze.
L’urbanizzazione è cominciata qualche anno dopo proprio da piazza Vanvitelli, a pochi passi dalla pizzeria Gorizia, ed oggi, nel 2016 la storica pizzeria festeggia il suoi primi cento anni “occupando” proprio la piazza suddetta coGorizia_06n un concerto/spettacolo e più di 5000 pizze a portafoglio offerte ai vomeresi di passaggio.
L’apertura di questa pizzeria risale in realtà alla fine del 1800, il suo nome originario era “Pizzeria Vomero” trasformata poi in “Gorizia” dal fondatore Salvatore Grasso per omaggiare la Brigata Piave – della quale egli stesso faceva parte durante la prima guerra mondiale – che nel 1916 riconquistò la città di Gorizia.

Siamo oggi alla terza generazione, Salvatore Antonio Grasso si occupa personalmente dell’impasto affiancato da due fedeli pizzaioli che effettuano una stesa tradizionale come la famiglia Grasso impone. L’attuale nuova generazione, Salvatore Marco detto Toto, non mette le mani in pasta ma aiuta il padre nella parte amministrativa, portando all’attivo nuovi fornitori, come il prestigioso marchio Pommery e solidificando i rapporti con i vecchi fedelissimi, come la “Farina Fiorentino” e i latticini del caseificio “il Sorrentino” che accompagnano la pizzeria da 100 anni.

A festeggiare Gorizia ci sono tutti i pizzaioli storici: Lombardi, le figlie di Iorio, Michele Condurro, Capasso, Starita, Umberto e la pizzeria Portalba, la più longeva di tutti: 278 anni!

Fra gli ospiti della serata anche il sindaco di Napoli De Magistris ed il vicesindaco di Gorizia con il quale Salvatore effettua uno scambio simbolico delle chiavi della pizzeria in cambio di quelle della città friulana.

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Una confezione di nudi di Gay Odin ritrae la pizzeria Gorizia agli inizi del ‘900

Chiudendo la piacevole serata Salvatore, che fra l’altro è anche un bravissimo oratore avvisa parlando della sua specialità, la pizza del centenario, “attenzione fa ingrassare”…ma come si fa a non provarla?

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