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Massimo Bosco pizza tonda

Massimo Bosco, pizza tonda e pane a Tempio Pausania

Novità nella pizzeria di Massimo Bosco nel centro storico di Tempio Pausania, dove ci si accomoda ai tavoli nella accogliente sala interna o sotto i graziosi portici: dalla teglia, la proposta si è infatti ormai quasi interamente spostata sulla pizza tonda

Quando siamo andate a trovare Massimo Bosco a Tempio Pausania, nel cuore della Gallura, per conoscere più da vicino le sue pizze e gli ingredienti da lui utilizzati da raccontare nel nostro libro La Buona Pizza, siamo rimaste colpite dalla bontà di impasti e condimenti e dal carattere schietto e determinato del pizzaiolo sardo.

Il locale dell’epoca invece – un piccolo negozio di pizza al taglio con il banco e qualche tavolino – non rendeva decisamente giustizia al livello dell’offerta; per questo, eravamo state molto felici di trovare uno spazio molto più ampio e rinnovato dove potersi fermare con calma a gustare le ottime pizze di Massimo, come avevamo già raccontato.

Quest’estate siamo tornate a trovarlo – non ci facciamo sfuggire occasione per tornare in Sardegna, e per mangiare buone pizze! – e lo abbiamo trovato in grande forma, e con una bella novità.

Massimo Bosco, la pizza tonda

Massimo Bosco pizza tonda
Massimo infatti – che avevamo conosciuto soprattutto per le sue ottime pizze in teglia, premiate con i Tre Spicchi del Gambero Rosso – non ha cambiato solo l’ambiente del suo locale ma anche la proposta. O meglio, ha deciso di puntare sempre di più sulla pizza tonda – più adatta anche al tipo di locale che ha creato insieme alla sua socia Claudia – anziché sulla teglia, che resta per lo più su ordinazione o nei momenti di pausa tra il pranzo e la cena e quando non si sforna lo squisito pane in vendita nel locale o distribuite in negozi e ristoranti della zona. D’altro canto, era proprio dalla pizza tonda che lui aveva iniziato il suo percorso, quando si era trovato a dover sostituire all’improvviso il pizzaiolo nel locale dove lavorava come cuoco.

Massimo Bosco pizza tondaChi si siede ai tavoli in legno della semplice ma bella sala interna, con foto in bianco e nero che raccontano la Sardegna e il lavoro di panificazione e tanti dettagli curati, o a quelli distribuiti tra il portico fiorito antistante il locale e quello dall’altro lato della strada, parte del vecchio mercato della città.

Massimo Bosco pizza tondaMa, ci ha raccontato Massimo ai primi di settembre, nel clou dell’estate i tavoli occupavano anche la strada pedonale, accogliendo un pubblico numeroso ed entusiasta.

Le proposte del menu

Massimo Bosco pizza tondaIl merito è appunto delle pizze tonde, realizzate con un mix di farine messo a punto dallo stesso Massimo utilizzando anche farro e altri grani da una filiera 100% sarda e fatte maturare con la dovuta calma. Il menu – che sulla copertina raffigura “l’evoluzione” da primate a uomo, e poi a pizzaiolo – è ampio, suddiviso in Pizze Classiche (da Marinara e Margherita al Calzone fino a quella con pomodoro, mozzarella e porcini, con prezzi che vanno dai 3,70 euro -!- ai 7,50), Pizze Bosco (fantasiose, con ingredienti locali e non solo, come quella con la n’duja calabrese, tra i 7 e i 10 euro), Pizze Bianche (tra cui quella invitante con mozzarella, crema di noci, prosciutto crudo di Desulo e Grana Padano, a 9,50 euro) e le Speciali, super golose e quasi esagerate, come quella con mozzarella, provola affumicata, prosciutto cotto, crocchette di patate e pepe nero. 

I nostri assaggi: pizza e pane

Massimo Bosco pizza tondaMa, ci spiega Massimo, vale la pena di chiedere cosa c’è oltre al menu perché è nelle pizze “estemporanee” – per lo più di stagione – che lui si esprime meglio, lavorando soprattutto sui prodotti locali di fornitori di fiducia e riuscendo a calibrare alla perfezione sapori che sulla carta potrebbero sembrare troppo intensi. Così, ci fa assaggiare – al volo, perché in realtà eravamo dirette a cena! – una delle sue creazioni: la pizza infornata solo con un po’ di fior di latte e poi completata a crudo con delle sottili fette di peretta di Berchidda – un formaggio a pasta filata locale, ottimo -, pancetta arrotolata (non troppo stagionata, saporita ma delicata) e scaglie di GranAnglona, formaggio pecorino mediamente stagionato fatto a Nulvi che ricorda in qualche modo la consistenza e gli aromi del Grana. Davvero squisita, tanto nell’impasto, saporito e leggero, che nel condimento gustoso e ben bilanciato, che ci ha sorprese per la sua delicatezza e freschezza inaspettate e si è rivelato perfetto anche per una serata di fine estate.

Massimo Bosco pizza tondaPrima di andare via, non ci siamo fatte sfuggire anche un assaggio del buonissimo pane a lievitazione naturale condito con un filo di olio extravergine sardo.

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