Caricamento in corso
dsc

Sant’Alberto, la pizza arriva al Pigneto

La chiusura di Primo, ristorante al Pigneto che per primo aveva segnato la svolta gourmet (e anche un po’ modaiola all’epoca, se pur radical-chic) del quartiere romano di estrazione popolare e famoso per essere frequentato in passato da Pasolini e altri intellettuali e oggi (purtroppo) da spacciatori e alternativi, aveva lasciato un po’ male tutti gli affezionati del locale e del quartiere. Il suo posto e’ stato preso da una pizzeria: Sant’Alberto, dedicata al patrono dei fornai e pizzaioli Sant’Alberto di Lovanio la cui ricorrenza cade il 21 novembre. C’e’ pero’ anche un altro Sant’Alberto (Sant’Alberto Magno) celebrato il 15 novembre. Proprio in questa data siamo state invitate ad assaggiare le nuove pizze del Pigneto, zona dove la proposta scarseggia ad eccezione di Rosti, che era sempre dei patron di Primo ed e’ stato rilevato dallo stesso gruppo di Sant’Alberto guidato da Dany Di Giuseppe e Gino Cuminale che comprende anche La Pariolina, Porto Fluviale, Ciclostazione Frattini, i due Ercoli.

Dicevamo, dunque, che la buona notizia e’ che la pizza arriva al Pigneto e lo fa in grande, con un locale improntato alla qualita’ e che offre diverse tipologie di pizza: romana sottile e croccante, napoletana (o meglio direi pseudo-napoletana, per di piu’ in versione tradizionale e integrale, che e’ la versione che mi ha convinto di meno),  e l’interessante “pizza pane”.

Ma il locale – che ha mantenuto per gran parte gli arredi e l’atmosfera curata ma informale di Primo, con il bel pavimento vintage, i tavoli in legno uno diverso dall’altro e il bancone all’ingresso – non si limita solo alla pizza e a una interessante scelta di fritti – tra cui i buonissimi arancini con provola, broccoli e alici e le frittatine di pasta cacio e pepe – e qualche bruschetta e verdura.

Sant’Alberto e’ anche e soprattutto liquoreria.

Oltre a una piccola ma ragionata selezione di vini e birre – tra cui la Sant’Alberto prodotta da Birra del Borgo per il locale – si puo’ scegliere di abbinare le pizze con gli ottimi cocktail proposti dal bartender del gruppo, Federico Tomasselli, che ha fatto un bello studio  sulla storia e le tradizioni del bere miscelato e dei distillati italiani. Cosi’, oltre ai grandi classici della mixology internazionale come Gin Tonic e London Mule (proposti in formula take away a 5 euro!), la carta e’ composta da un excursus storico e di gusto tra Vermuth e amari che va dal MilanoTorino – proposto anche in interessanti versioni “aromatizzate” – al Negroni e al Rabarbaro Conciato, fino al White Lady e al Boulevardier, cugino del Negroni che vede l’uso combinato di Whisky, Campari e Vermuth. Perfetti come aperitivo, visto che il locale apre tutti i giorni dalle 18.30. Per chiudere il pasto, poi, c’e’ una scelta davvero ampia di amari e liquori, spesso realizzati da monaci di diverse regioni, tra cui pure il piacevole Amaro Sant’Alberto con erbe aromatiche e scorze di arancia e mandarino.

Ma torniamo alle pizze. Essendo una decina al tavolo ne abbiamo assaggiate parecchie potendo anche confrontare le versioni d’impasto, tutti come ci e’ stato detto frutto di lievito madre e lunga maturazione (non conosco invece le farine usate). Tutti i tipi di topping si possono scegliere con l’impasto preferito tra romano, napoletano e napoletano integrale (in questi ultimi due casi con un sovraprezzo di 2 euro) mentre la pizza pane ha delle proposte a se’ visto che il condimento viene aggiunto per lo piu’ a crudo. I prezzi vanno dai 5,5 euro della Marinara romana ai 18 della pizza pane con Roast beef, grana, rucola e aceto balsamico.

Come ho gia’ accennato non mi e’ piaciuta molto la “napoletana” che di partenopeo ha davvero poco se non un cornicione appena un po’ gonfio restando pero’ croccantina e per nulla scioglievole. Delle stesse pizze – la Margherita e quella bianca con alici e fiori di zucca, condimenti gradevoli e a base di buone materie prime – abbiamo assaggiato anche la versione integrale che non migliora la situazione; anzi, nel caso della margherita il disco un po’ piu’ altro e arioso assorbe il pomodoro diventando un po’ spugnoso, cosa tutt’altro che piacevole.

Diverso il discorso per la romana – assaggiata in tre varianti: rossa con le melanzane, alla gricia con fiordilatte, guanciale e pecorino (un po’ troppo sapida) e con fiordilatte, broccoletti ripassati e salsiccia, davvero buona – che mi e’ piaciuta pur non essendo un’amante del genere: sottile e scrocchiarella, leggera e con buoni condimenti, risulta molto piacevole da mangiare accompagnata a una buona birra.

IMG_9314

Ma la proposta che mi e’ piaciuta di piu’ e’ stata decisamente la pizza pane, consigliata da dividere in almeno 2 persone.
In questo caso l’impasto e’ alto, con un cornicione pronunciato, ben cotto e leggerissimo e – anche grazie al condimento davvero buono, con il roast beef citato prima – si mangia che e’ un piacere. Se non fosse arrivata in tavola a fine serata e a stomaco pieno, altrimenti avrei chiesto il bis! Anche le altre proposte infatti sono invitanti, dalla Pastrami (con pastrami, composta senapata di peperoni e cipolla, rughetta) a quella con Hummus di ceci e baccalà.

Se tornero’ da Sant’Alberto – per me purtroppo il Pigneto e’ lontanuccio – so gia’ cosa assaggero’.

Sant’Alberto Pizzeria – Liquoreria
Via del Pigneto 46 – Roma
Tel. 06. 7013827
Aperto tutti i giorni 18.30 – 01

www.santalbertopizzeria.com

Print Friendly, PDF & Email

Lascia in Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condivisioni