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20 anni della Gatta Mangiona

I primi 20 anni della Gatta Mangiona!

La Gatta Mangiona festeggia i suoi primi 20 anni! La pizzeria di Giancarlo e Cecilia Casa e Sergio Natali aprì i battenti il 4 febbraio del 1999 ed è ancora uno degli indirizzi più amati della Capitale. Per celebrare l’occasione, una serata con amici e colleghi e tanta pizza!

 

20 anni della Gatta Mangiona
Sergio, Giancarlo e Cecilia

Era il 4 febbraio del 1999, il primo giorno di apertura de La Gatta Mangiona, la pizzeria di Giancarlo Casa – con la moglie Cecilia, autrice dei buonissimi dolci – e Sergio Natali. Lunedì scorso la pizzeria di via Ozanam (quartiere Monteverde, a Roma) ha festeggiato i suoi primi 20 anni di attività con amici, clienti fedelissimi, colleghi – dai Sanchos a Stefano Callegari e Antonio Pratticò, più Gabriele Bonci in collegamento Skype da Chicago! –  e fornitori. E, naturalmente, tanta pizza ma anche supplì, crocchette di patate e qualche piatto di pasta uscito a sorpresa. C’erano persino quasi tutte le ragazze che hanno lavorato nella sala della Gatta nel corso di questi 20 anni, e anche Elio Santosuosso – che alla Gatta ha lavorato a lungo come pizzaiolo – venuto a salutare i boss e l’ex collega Mamhoud Gouda.

Noi non potevamo naturalmente mancare per l’occasione! Siamo passate a fare gli auguri a Giancarlo&Co e naturalmente ne abbiamo approfittato per assaggiare qualcosa, a cominciare dalla buonissima Pizza Morolo che abbiamo citato anche nel libro Pizza e Bolle.

 

20 anni della Gatta Mangiona
La rappresentanza di Sancho Pizza

E proprio dal libro estrapoliamo dei brani che ripercorrono la strada fatta dalla Gatta, dagli inizi a oggi!

LA GATTA MANGIONA, DOVE (RI)NASCE LA PIZZA ROMANA

(…) Quel lontano 4 febbraio del 1999, (Giancarlo) deve essersi chiesto anche lui se stesse facendo davvero la cosa giusta. Dopo tanti anni di onorato lavoro nella distribuzione di latticini e mozzarelle – dalla Campania all’Agro Pontino fino ai prodotti di Scarchilli a Morolo, che restano ancora oggi uno dei punti di forza del locale – aveva deciso di lasciare l’attività di famiglia, vendere la casa di proprietà dove abitava con la moglie Cecilia e i due figli, allora bambini, e investire in una pizzeria. Ma non una qualsiasi, di quelle ce n’erano già fin troppe.

«Sgobbavo tanto ma i guadagni diventavano sempre più risicati; girando per i locali dei clienti vedevo che le pizzerie erano quelle che lavoravano di più. La mia idea, però, era di fare qualcosa di diverso. Come dissi a mia madre, piuttosto perplessa davanti alla mia decisione, non volevo aprire “una pizzeria” ma la migliore pizzeria di Roma».

Non confondete le sue parole con la boria o l’arroganza. Grande conoscitore di materie prime e sapori, sia per mestiere che per passione, Giancarlo sapeva bene che i margini di miglioramento su questo prodotto – all’epoca considerato quasi residuale rispetto al mondo gastronomico, in particolare per quel che riguardava la pizza romana sottile e croccante, stesa col matterello – erano elevati.

«In città c’erano tante pizzerie romane “da combattimento” che facevano pizze spesso realizzate in maniera approssimativa e con ingredienti scadenti. C’era sì qualcuno che diceva di proporre la pizza napoletana, più alta e soffice, ma quasi mai nella sua versione autentica. Io volevo rompere un po’ gli schemi provando a innovare, e in qualche modo “fondere” due prodotti bistrattati pur restando dentro la tradizione».

Parte così l’avventura della Gatta Mangiona, il ristorante pizzeria – in menu ci sono anche diversi piatti cucinati che meritano l’assaggio, anche se raramente riescono a deviare l’attenzione da pizza e fritti – aperto con Cecilia e il socio e amico Sergio Natali in via Federico Ozanam 30 a Roma: quasi al confine tra Monteverde Vecchio e Nuovo, tra gli incantevoli villini Liberty dell’alta borghesia e i più popolari luoghi pasoliniani, di cui resta ancora oggi qualche sparuta testimonianza tra bar di quartiere e piccole botteghe. Non esattamente uno dei fulcri dell’enogastronomia cittadina, né oggi (ma qualcosa si muove) né tanto meno allora.

Eppure s’intuisce sin da subito che la Gatta non sarebbe stata l’ennesima pizzeria rionale: l’impasto parte dalla pizza romana ma cerca più morbidezza, prendendo lontanamente ispirazione dalla napoletana e, soprattutto, nascendo da prove e ragionamenti e non dalla ripetizione inconsapevole di gesti e metodi appresi per emulazione. È una pizza nuova, che Giancarlo definisce “né romana né napoletana” e che sarebbe diventato un nuovo standard nella capitale (e non solo).

(…)

La bontà della pizza e le tante novità iniziano a far girare il passaparola, mano a mano i prezzi si adeguano alla qualità dell’offerta e il pubblico comprende la differenza. La Gatta è sempre più spesso l’unica risposta possibile alla fatidica domanda: «Dove si mangia una buona pizza a Roma?».

(continua su Pizza e Bolle!)

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