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Pizza Football Club: pizzaioli e panificatori per la lotta al caporalato

A Bologna, in occasione della IX edizione di Tutto Molto Bello,  il torneo di calcetto per Etichette Indipendenti, Berberè Pizzeria presenta Pizza Football Club.
Il primo torneo di calcetto che coinvolge colleghi pizzaioli e panificatori uniti insieme per No Cap, l’associazione contro ogni forma di caporalato

Se Tutto Molto Bello, il primo torneo di calcetto per etichette indipendenti, unisce ormai da 9 anni a Bologna due grandi passioni italiche, calcio e musica, ecco che grazie a Berberè pizzeria, fra gli sponsor della manifestazione, si aggiunge un ulteriore tassello che accomuna tutti gli italiani: l’amore per il cibo o meglio per l’arte bianca, soprattutto in salsa solidale.

Nasce da un’idea di Matteo e Salvatore Aloe, creatori dell’insegna bolognese di pizzerie oggi presente con 11 locali sul territorio nazionale e da poco insignita anche del premio Top 50 pizzaPizza Football Club: il primo torneo di calcetto che coinvolgerà 6 squadre, compreso il team di Berberè, composte da colleghi pizzaioli e panificatori, che si sfideranno a colpi di dribbling, assist e tiri in porta per aggiudicarsi il titolo di migliore in campo. Non solo un’opportunità di divertirsi e divertire, ma soprattutto un’occasione importante, da parte delle squadre che hanno deciso di aderire, per dare visibilità e sostegno a No Capl’associazione contro ogni forma di caporalato fondata da Jean Pierre Yvan Sagnet, il giovane sindacalista camerunense che dal 2011 lotta contro ogni forma di sfruttamento dei braccianti agricoli, e che sarà in campo con la squadra dell’associazione.

Le altre squadre partecipanti saranno Forno Brisa,  Forno di CalzolariLe Polveri – Micro Panificio di Milano, tutte realtà che si distinguono per una visione comune: il rispetto per la terra, per le persone che la lavorano e per l’artigianalità.

Special guest, direttamente da Londra, la squadra del Brawn Restaurant,vincitrice del torneo di calcetto Radio Alice Football tournamentche si è svolto il 3 settembre e che ha visto sfidarsi alcuni dei nomi più interessanti della ristorazione londinese.

Non solo sport: il torneo è,  infatti, un occasione per dare un aiuto concreto all’associazione nata per favorire la diffusione dei principi di una cultura del rispetto dei diritti umani e sociali. Berberè, infatti, acquisterà da No Cap le magliette da fornire a tutti i partecipanti del torneo, contribuendo al progetto di Yvan Sagnet, oggi sempre più impegnato tramite la rete associativa nella creazione di un modello alternativo allo sfruttamento del caporalato. 

pizzasalsiccia

 Il torneo, che si svolgerà nel campetto del DFL in via Sebastiano Serlio 25/a (Bologna) venerdì 13 settembre dalle 15.00 alle 18.30, si concluderà con la premiazione finale e la possibilità per il pubblico di assaggiare gratuitamente la pizza speciale Munchies, creata da Berberè in collaborazione con il portale food di Vice, media partner del torneo.  Un momento per festeggiare insieme prima del concerto gratuito di una della band più apprezzate della scena musicale italiana indipendente,  La Rappresentante di Lista

L’impegno dei fratelli Aloe si è esteso anche alla selezione dei partner food del festival che, per tre giorni dal 13 al 15 settembre animerà il parco del DLF di Bologna con partite e concerti: fra questi anche nomi di spicco del panorama indie italiano come Mahmood, Giorgio Poi e Giovanni Truppi. Oltre al proprio corner, che proporrà pizza artigianale con lievito madre vivo, saranno presenti anche 3 realtà fra le più innovative del panorama gastronomico bolognese: ZOO, Ragù e BabaQ.
Gli stand saranno aperti nei seguenti orari: venerdì dalle 12.30 alle 24.00, sabato dalle 12.30 alle 24.30, domenica dalle 12.00 alle 23.00.  

Berberè pizzeria
2 giovani imprenditori, 120 dipendenti, 11 locali in Italia, 3 a Londra e una sola grande passione: quella per una pizza buona, artigianale, realizzata da lievito madre vivo e con prodotti biologici selezionati, servita rapidamente a prezzi accessibili. Berberè è l’insegna di pizzerie creata nel 2010 a Bologna da Matteo e Salvatore Aloe che, partendo dalla grande tradizione italiana dell’arte della pizza, in poco più di nove anni è divenuta una realtà di successo riconosciuta dal pubblico e dalla critica enogastronomica. Berberè promuove, attraverso la pizza, una vera rivoluzione della cultura gastronomica fondata sull’artigianalità.

NoCap
Jean Pierre Yvan Sagnet, fondatore dell’associazione No Cap, arriva in Italia per studiare nel 2007. Terminata la borsa di studio cerca lavoro per continuare a pagarsi gli studi, così nell’estate del 2011 parte per la Puglia ed arriva a Nardò nella masseria Boncuri dove incontrerà altri braccianti per la raccolta del pomodoro. Yvan scopre così il mondo del caporalato, quello che per pagare pochi spiccioli costringe il bracciante a lavorare sedici ore sotto il sole e a vivere in condizioni disumane. Sfruttamento e diritti calpestati che inducono Yvan e altri braccianti ad organizzare il primo grande sciopero che mette in ginocchio parte della filiera agroalimentare, fondamentale per l’economia regionale. Da quel giorno la vita di Yvan non sarà più la stessa: denuncia i caporali, partono le indagini e si avvia il processo penale SABR dove lui stesso è testimone chiave e parte civile. Inoltre la rivolta di Nardò avvia l’iter legislativo che produce la prima legge sul caporalato (Legge n. 148/2011) ed oggi il nuovo disegno di legge approvato nel 2017 al Senato (Ddl 2217), anno in cui si costituisce anche l’associazione No Cap. Nel 2017 Yvan Sagnet viene  insignito del titolo di Cavaliere  dell’Ordine della Repubblica italiana per l’attività svolta.Il progetto No Cap si propone oggi di tracciare e promuovere i prodotti etici, sia dal punto di vista sociale che ambientale, attraverso una ‘matrice multicriteri’ che mostri al consumatore il livello di rispetto, con un punteggio da uno a quattro, di cinque parametri: etica, energia, circolarità, valore aggiunto e filiera corta.  Una pagella per le aziende che intende premiare e valorizzare quelle che rispetteranno al meglio i cinque punti fondamentali. NoCap ha iniziato da tempo un percorso insieme a diversi attori, tra cui l’Associazione dei datori di lavoro e l’Associazione agricoltura, che in sé raccolgono 60mila imprese del settore, per tentare di battere la strada di quello che, sperano dall’associazione, diventi un modello strutturale per il paese. A ottobre 2018 è stata prodotta la prima passata con Bollino NoCap, e il progetto è di aumentare la produzione certificata.

Fonte: comunicato stampa

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