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La Città della Pizza Milano

La Città della Pizza conquista Milano

Straripante il successo della prima edizione de La Città della Pizza a Milano: circa 20.000 presenze in due giorni alla Fabbrica Orobia e tutte le pizze sold out ben prima dell’orario previsto per la chiusura, a dimostrazione che anche il capoluogo lombardo ama la pizza alla follia.

Non ci piace dirci brave da sole e in effetti il merito è in grandissima parte delle persone dietro a VinòforumEmiliano De Venuti e Michela Corvino ma pure tutto il loro staff, a cominciare dalla preziosa Antonella Di Lullo – ma è stata una bella soddisfazione anche per noi (Luciana e Tania, tra gli autori insieme a Luciano Pignataro e Matteo Aloe) vedere e vivere il grande successo della manifestazione alla sua prima edizione milanese: pizze e fritti sold out dopo oltre 17.000 piatti serviti, ben 22 incontri tra workshop tecnici e laboratori per appassionati (nonché 12 kids lab dedicati ai più piccoli) tutti al completo, pizzaioli sorridenti e instancabili. E anche le file, che fanno ormai parte della manifestazione a testimonianza dell’artigianalità (qui niente surgelati o semilavorati). Certo, capiamo il disagio di chi è arrivato in serata e ha trovato poche alternative e molte “case” già chiuse ma pensiamo che il post pubblicato sulla pagina Facebook dell’evento sia perfettamente esplicativo:

Schermata    alle

“Un successo che – sottolinea Emiliano De Venuti – è andato oltre ogni più rosea aspettativa. A tal punto da non essere riusciti, purtroppo, a soddisfare tutte le richieste di prodotto e di questo ci dispiace. Ma del resto stiamo parlando di prodotti fatti da artigiani, che per la loro stessa natura non possono essere illimitati. In generale abbiamo ottenuto una risposta magnifica da parte della città di Milano e di un pubblico che si è dimostrato attento e curioso anche nei diversi momenti di approfondimento tecnico. Tutto ciò a conferma di un format vincente, ma soprattutto a dimostrazione della grandezza della pizza, per anni relegato a prodotto di serie B e ora, giustamente, elemento iconico del made in Italy, rivalutato grazie a un eccezionale lavoro di squadra che ha coinvolto, e continua a coinvolgere, pizzaioli, artigiani e tanti addetti ai lavori. Dal canto nostro continueremo a lavorare per offrire al pubblico eventi di questo genere, dove fare prima di tutto cultura, informare sul concetto di qualità, insegnare che solo grazie alla conoscenza e alle esperienze accumulate si è in grado di distinguere tra artigianalità e prodotto di massa”.

Noi vi proponiamo una carrellata di immagini che raccontano più di tante parole, e un breve resoconto dei workshop a cui abbiamo partecipato come moderatori o tra il pubblico.

I workshop de La Città della Pizza

Abbiamo aperto la manifestazione con il workshop sull’Avanguardia della Pizza tra Roma e Milano con Simone Lombardi, Luca Pezzetta e Pier Daniele Seu. Tre giovani ma bravissimi professionisti, tre visioni in parte diverse del futuro della pizza che però convergono su una cosa imprescindibile: la qualità.

La Città della Pizza Milano

Molto interessante l’incontro sull’imprenditorialità e sulla capacità di rendere un format “pizzeria” di successo replicabile in più parti del mondo senza perdere coerenza e – anche qui – qualità. A parlarne – con Luciano Pignataro – sono stati Matteo Aloe di Berberè, Gino Sorbillo, Alessandro Condurro della Pizzeria da Michele In The World ed Enrico Coppola di Luigia.

Di nuovo con Matteo Aloe, con Michela Reginato di Cocciuto e con il dott. Giuseppe Dadà (responsabile qualità e ricerca di Ferrarelle) abbiamo parlato di un tema molto attuale: l’attenzione alla sostenibilità e la gestione corretta della plastica in pizzeria. E se vi dicessimo che le bottigliette d’acqua non sono il male peggiore, per l’ambiente?

Luciano Pignataro ed Evelina Bruno hanno presentato Pizza Revolution: il mooc gratuito sulla pizza della piattaforma di web Learning dell’Università Federico II di Napoli.

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La seconda giornata è cominciata con tre grandi protagonisti dell’avanguardia campana nelle provincie di Napoli, Caserta e Salerno: Diego Vitagliano, Francesco Martucci – che ha proposto una strepitosa versione della sua pizza fritta in tre cotture con un condimento semplice ma super intenso e cremoso, battezzata Futuro di Marinara – e Paolo De Simone, che ha proposto la sua reinterpretazione del “foglie e patate” cilentano; anche in questo caso, visioni diverse ma accomunate dal desiderio di proporre un’esperienza che va oltre la pizza, raccontando territori e cercando sempre di migliorarsi.

Molto interessante la riflessione sulla proposta dolce in pizzeria che ha visto questa volta confrontarsi il rigore, l’eleganza e la ricerca di freschezza e leggerezza di Lilia Colonna – buonissima la sua tartelletta alle castagne con crema di cachi e cheesecake morbida limone e vaniglia, battezzata Comequandofuoripiove – pastrychef de I Masanielli, la pizza dolce che replica l’idea della tarte tatin con tanto di gelato alla crema di Gianni Di Lella e l’opinione super partes – e un fantastico dessert al piatto a base di zucca caramellata, granita di melograno e crumble salato – del pasticcere Luca De Santi.

La Città della Pizza Milano

Chiusura virtuosa con le pizze vegetariane (buonissime, attente, “vere”) di Alberto Morello e Massimiliano Prete, presentati da Filippo Piva in un bello scambio di idee e sapori tra due pizzaioli accomunati dalla grande attenzione al mondo vegetale e dalla ricerca di sapori non scontati.

E ora l’appuntamento è per la quarta edizione de La Città della Pizza a Roma (3-5 aprile 2020), tre giorni con i migliori pizzaioli d’Italia, rappresentati dei diversi stili da Nord a Sud della Penisola. E anche con tanti altri appuntamenti ad alto tasso di golosità organizzati da Vinoforum.

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