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Coronavirus, anche le pizzerie chiudono

Bar, ristoranti e pizzerie chiusi alle 18; per molti l’unica soluzione sembra fermarsi fino a data da destinarsi.

Hanno provato a resistere, ad adattarsi all’ ordinanza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 relativa alle misure di contenimento del COVID19, e adottare alcune misure cautelari come: la disposizione di tavoli e sedute, riducendo il numero dei coperti, per garantire un metro di distanza tra i clienti; portare il conto al tavolo senza possibilità di pagare alla cassa; reso disponibile un gel sanificante all’ ingresso e nei bagni; dare un orario preciso ai clienti per evitare le file; offrire o anticipare l’asporto con un eventuale sconto.

Sami El Sabawy

Ci hanno provato, tantissimi pizzaioli oltre a chef e ristoratori in genere, ma con la nuova ordinanza del 10 marzo che dichiara l’intero suolo Italiano zona rossa hanno dovuto gettare la spugna. Lo hanno fatto con dignità e sofferenza, qualcuno esortando gli altri a seguire il “buon esempio” come Gino Sorbillo che ogni giorno chiude una sede.

Gino Sorbillo

Diverse iniziative locali – da Napoli alla Toscana – hanno visto pizzaioli e ristoratori far fronte comune per invitare alla chiusura totale in attesa di tempi migliori in cui poter tornare a lavorare con serenità senza esporre dipendenti e clienti a rischi.

Non mancano azioni concrete e solidali oltre che di buon senso da parte di chi è costretto a chiudere: oltre alle diverse raccolte fondi proposte da pizzerie, ad esempio, Bricks Pop Tapas a Torino ha regalato le pizze e quello che c’era in dispensa all’Amedeo di Savoia e Roberto Muscas di Gusto al 129 di Pisa ha fatte tante pizze consegnate all’ospedale Cisanello.

Mentre Franco Pepe, che ha chiuso Pepe in Grani, ha messo a disposizione di chi ne ha bisogno le materie prime e trasformato gli impasti in panetti per il pane che distribuisce gratuitamente alle persone del posto.

Franco Pepe

Ma c’è chi resiste; soprattutto chi fa pizza al taglio, come Gabriele Bonci e il suo Pizzarium di Via della Meloria, 43, che fino al 3 aprile cambia orario, dal lunedì al sabato dalle 12:00 alle 18:00, e “dedica” una pizza alla situazione: “Pijamo a Pizze il Coronavirus” con crema di patate, guanciale cotto e pesto di sedano.

Pijamo a Pizze il Coronavirus

O chi come Lievito, pizza pane o Sesamo Pizza e Cucina intensifica l’asporto e il delivery (finchè si potrà fare).

Infine c’è chi come Berberè ha deciso di chiudere ma di dare la ricetta della loro Margherita sia con la pasta madre che con il lievito di birra, ascoltando buona musica dal loro canale radio Pizza or Vinyl.

Salvatore e Matteo Aloe

Anche noi ci fermiamo, fisicamente e con le pubblicazioni di recensioni sul sito, per rispettare il difficile momento che sta attraversando l’Italia (e il mondo intero) e per il sacrificio che stanno facendo tutti, pizzaioli compresi, nel non tenere aperto e provare così a limitare il contagio. Consapevoli che il ritorno alla normalità dipende anche molto da ciascuno di noi.

Per questo vi chiediamo di essere comprensivi e resistere, anche senza le vostre pizze preferite per un po’ se necessario. Ma se proprio non riuscite a fare meno di una pizza avete sempre le nostre preziose lezioni di pizza per farla a casa con le ricette dei grandi pizzaioli!

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