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Del Duca Gatta Mangiona

Del Duca ospite di Casa alla Gatta Mangiona

Nuovo appuntamento alla Gatta Mangiona per una serata decisamente gourmet: fritti e impasti (e dolci) della pizzeria di Monteverde hanno incontrato i condimenti e le ricette di Davide Del Duca, chef dell’Osteria Fernanda. E vini e Champagne di Francia.

Ormai lo sappiamo: quando Giancarlo Casa pubblica gli appuntamenti de La Gatta Mangiona – e, gentilmente, ci invita di persona – drizziamo le orecchie e segnato la data in agenda, perché si tratta sempre di serate da non perdere. E’ stato così anche per quella in programma il 30 ottobre, in cui è stato protagonista un altro personaggio che seguiamo sempre con grande attenzione e piacere: Davide Del Duca, lo chef dell’Osteria Fernanda che – anche grazie alla presenza di Manuela Menegoni e Andrea Marini – è tra i miei indirizzi preferiti a Roma (extra pizza!).

Del Duca
Giancarlo Casa e Davide Del Duca

E infatti, è stata davvero una serata memorabile. Vi raccontiamo i nostri assaggi!

Siamo partiti con uno dei buonissimi supplì “extra” della Gatta, vale a dire dei veri e propri risotti che Giancarlo prepara con la cura e la fantasia di un grande chef: questo – che sta anche sulla lavagna a 5 euro, ma dovrebbe praticamente costare quanto un piatto di risotto al ristorante! – era con scampi e mele verdi al curry, semplicemente strepitoso. E perfetto nell’abbinamento con lo Champagne Fresnet Juillet cuvée Valentin Brut Grand Cru di Verzy, una vera chicca – come tutte le altre bottiglie della serata – scovata da amici di Giancarlo e da lui prontamente captata.

La stessa etichetta ha accompagnato alla grande anche il secondo assaggio fritto: l’inedito calzoncello ripieno di provola affumicata, ricotta di bufala, sardine piccanti, datterini scottati e origano, intenso nel sapore e perfettamente asciutto.

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La prima pizza proposta è stata una vera sorpresa, innanzitutto perché si trattava di una pizza in pala (tipologia che di solito la Gatta Mangiona non ha in menu) ed era buonissima, tanto nell’impasto leggero e appena croccante, quanto nel condimento che riprende una ricetta dello chef: cremoso di Conciato di San Vittore, guanciale di Mangalitza, erbe a aromatiche e il tocco indovinatissimo del gel di aceto di sambuco a dare freschezza; difficile l’abbinamento, ma l’Aligoté di Borgogna di David Moreau si lasciava comunque bere con piacere!

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A fare da intermezzo, un piatto di Davide Del Duca di nuovo a base di riso: l’eccellente e complesso risotto cotto nel latte di provola affumicata con nero di seppia, emulsione di riccio di mare e un intenso jus di arancia bruciata. Un piatto sul filo del rasoio tra dolcezza, grassezza, amaro, acidulo, diverso a ogni boccone ma davvero interessante. Retto e accompagnato alla perfezione dal secondo Champagne proposto, di cui mi sono letteralmente innamorata (e di cui sono riuscita ad avere numerosi refill!): l’Extra Brut millesimo 2008 Grand Cru du Verzenay di Hugues Godmé.

Che ho tenuto nel bicchiere anche per la squisita pizza ri-cotta che è seguita, ormai un “classico” della Gatta: una pizza stesa particolarmente sottile e cotta nel forno con poco fiordilatte, poi fatta raffreddare e tostata al momento del servizio per diventare croccante fuori e morbida dentro, ripiegata su se stessa e farcita. Ecco, l’altra sera Giancarlo e Davide hanno deciso di metterci dentro una ricetta particolarmente succulenta: coniglio, funghi porcini, topinambur, polline di finocchio e polvere di radici. Una cosetta! Ben accompagnata dal Pinot Nero di Borgogna di David Moreau.

Del Duca Gatta Mangiona

Poi, quella che Casa ha definito la sfida più grande per lo chef: condire una pizza “quasi napoletana”, insomma lo standard della Gatta, cotta per pochi secondi a 470 gradi. Cosa ci metti sopra? Bene, Davide – che di pizza è un grande appassionato – ci ha messo mozzarella di bufala, animelle, rosa canina, tarassaco e succo di origano. Un’esplosione di colori e sapori con punte acide e amare che rendevano ogni boccone un’esperienza diversa, e buonissima. E qui io sono tornata sul mio adorato millesimato di Godmé.

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La chiusura non poteva essere che con il super Tiramisù della Gatta dalla ricetta di Cecilia, la signora Casa, che – ci racconta Giancarlo – risulta praticamente uguale a quella “codificata” come originale. Ma a noi interessa solo che sia squisito!

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