PizzaOnTheRoad https://www.pizzaontheroad.eu Magazine on line sulla Pizza e tutto ciò che ci gira intorno Thu, 16 Jan 2020 21:32:29 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.5 I Pizza Days! https://www.pizzaontheroad.eu/pizza-days/ https://www.pizzaontheroad.eu/pizza-days/#respond Fri, 17 Jan 2020 09:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28995&preview=true&preview_id=28995 Due giornate dedicate al cibo che amiamo di più al mondo. Il 17 gennaio è la Giornata Mondiale della Pizza mentre il 9 febbraio negli USA arriva il National Pizza Day (e noi possiamo comunque usarlo come scusa per mangiare un’altra...

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Due giornate dedicate al cibo che amiamo di più al mondo. Il 17 gennaio è la Giornata Mondiale della Pizza mentre il 9 febbraio negli USA arriva il National Pizza Day (e noi possiamo comunque usarlo come scusa per mangiare un’altra pizza!)

Per l’occasione TheFork, sito e app per Android e iOS leader nella prenotazione di ristoranti online con oltre 80.000 ristoranti nel mondo di cui più di 20.000 in Italia, ha analizzato le pizzerie presenti sulla piattaforma.

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La pizza di Pummà – The Fork


Rispetto al 2018, il 2019 ha registrato un +31% di preferenze per le pizzerie, questa tipologia di ristorante rappresenta ben l’11% del totale degli indirizzi partner di TheFork, mentre circa il 20% dei ristoranti offre la pizza tra i piatti del proprio menù. Le città con il maggior numero di pizzerie prenotabili online su TheFork sono Roma (239 indirizzi), Milano (197) e Napoli (110). E’ nel capoluogo lombardo però che si mangiano più pizze: il 20% delle prenotazioni di ristoranti della città sono per delle pizzerie. Seguono gli altri capoluoghi di regione. Forse non sorprenderà scoprire che la pizzeria è il luogo delle compagnie: infatti il numero medio di coperti per prenotazione in questa tipologia di indirizzi è 4.

Stando allo studio “Italiani al ristorante”[4] condotto da TheFork e BVA Doxa, la pizzeria è – inoltre – la prima scelta per più del 60% degli under 55 anni. Non solo. E’ anche la tipologia di ristorante più quotata per festeggiare i compleanni, come conferma il 44% dei rispondenti e tra le favorite per andare a mangiare con i più piccoli (fino a 12 anni) e con le persone più adulte (genitori/altri parenti).

A prescindere dall’occasione di consumo, l’imperativo della pizza risulta sempre più quello della qualità di materie prime e impasto, in linea con la più generale tendenza a un’alimentazione equilibrata e all’uso di prodotti tracciabili. Tante le pizzerie, che hanno sposato questa filosofia. Ecco una selezione di alcune tra le più apprezzate dagli utenti di TheFork.

Ma ci sono anche altre iniziative proposte per celebrare come si deve questa giornata:

Deliveroo, il servizio di food delivery, ha fatto il punto punto sui consumi di pizza nel nostro Paese, registrando un incremento del 15% nel numero di ordini durante l’ultimo anno. Tra le città più amanti della pizza, Milano si conferma anche qui in testa, davanti a Roma, Firenze, Bologna e Bergamo. In fatto di gusti domina la margherita, il classico che non stanca mai. Seguono marinara, prosciutto cotto, verace, capricciosa, diavola, integrale, bufala, napoli, salsiccia e friarielli.

Secondo una recente ricerca condotta da Doxa per Deliveroo, inoltre la pizza rappresenta per noi italiani il piatto che più di ogni altro è in è in grado di renderci felici, preferita da quasi un italiano su due (42%). Ad amare la pizza sono in modo particolare le donne (47%), i millennials (25-34 anni) con il 60% delle preferenze e gli abitanti del Sud e delle Isole (51%).

In occasione della giornata della pizza, poi, Deliveroo lancia alcune speciali “pizza roulette” capaci di racchiudere alcune tra le preferenze più amate  in una sola pizza, perfette per celebrare questa specialità italiana tanto amata condividendola con cari e amici.

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La pizza roulette di Farina00 – Deliveroo

Le speciali pizze, saranno ordinabili dal 17 al 19 gennaio in esclusiva sulla piattaforma di Deliveroo da Farina 00a Firenze, da Re Balisicoa Roma e da Cernaia 31 a Torino. (nella foto la Pizza Roulette di Re Basilico).

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La copertina del libro ‘O Pizzaiuolo

Alla libreria Feltrinelli di Napoli (via Santa Caterina a Chiaia, 23), invece, alle ore 18 del 17 gennaio si presenta il libro ‘O Pizzaiuolo. Un’arte patrimonio dell’UNESCO (GM Press), a cura di Sergio Miccù, che raccoglie 40 storie di successo raccontate da altrettanti pizzaiuoli napoletani. La nascita, i segreti e i volti di chi vive ogni giorno l’arte del pizzaiuolo e della pizza, in Italia e nel mondo.


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Sbanco&Friends, arriva Martucci https://www.pizzaontheroad.eu/martucci-da-sbanco-and-friends/ https://www.pizzaontheroad.eu/martucci-da-sbanco-and-friends/#respond Thu, 16 Jan 2020 00:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28931&preview=true&preview_id=28931 Nuovo appuntamento con Sbanco&Friends. Questa volta a trovare Stefano Callegari e Marco Pucciotti è arrivato Francesco Martucci. Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: nelle serate della rassegna Sbanco&Friends – in cui il locale romano di Marco Pucciotti e Stefano Callegari lascia...

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Nuovo appuntamento con Sbanco&Friends. Questa volta a trovare Stefano Callegari e Marco Pucciotti è arrivato Francesco Martucci.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: nelle serate della rassegna Sbanco&Friends – in cui il locale romano di Marco Pucciotti e Stefano Callegari lascia il forno, o gli impasti della casa, alle mani esperte di qualche ospite da fuori città – può accadere di tutto. Dunque non ci facciamo più sorprendere (quasi) da nulla, nemmeno dalle sorprese!

Però quella di lunedì scorso è stata davvero memorabile, anche perché l’ospite in questione era di quelli difficile da stanare dal proprio locale: Francesco Martucci, che lascia il banco de I Masanielli solo nei giorni di chiusura del locale, o in casi super eccezionali. Gran pienone quindi, 150 prenotati (e stop, per garantire a tutti una serata piacevole e divertente) e un menu ben calibrato che ha permesso di godersi appieno tutto, dai fritti – a cura di Stefano ma ispirati alla tradizione campana – alle strepitose pizze di Francesco, davvero in grandissima forma anche fuori casa (anche grazie al suo team carichissimo).
La “sorpresa” finale ve la sveliamo alla fine, mentre a dare supporto morale c’erano appunto Marco Pucciotti e Lilia Colonna – pastry chef de I Masanielli e compagna di Martucci – e tanti amici e colleghi (nostri e dei pizzaioli) venuti per mangiare o anche solo per un saluto in tarda serata.

Sbanco&Friends con Francesco Martucci, gli assaggi

Ed ecco quello che abbiamo mangiato, accompagnato – nel mio caso – da un’ottima e rinfrescante Great Gatsby, Session Ipa del birrificio friulano Foglie d’Erba.

Tris di fritti, mangiati dall’inizio alla fine senza condividerne nemmeno una briciola: “Tra crocchetta e cianfotta” – sorta di crocchetta di patate con cipolla, melanzane, peperoni ed erbe aromatiche, un po’ penalizzata dal fatto di averla assaggiata per ultima -, il Supplì alla genovese di Nero Casertano – saporitissimo e dalla perfetta consistenza – e la Menesta Mmaretata fritta, con gli spaghettini spezzati cotti nel brodo con verdure selvatiche, erbe aromatiche, salsiccia e panatura di scagliozzi (pezzi di polenta fritta tipici della friggitoria partenopea).

sbanco Martucci

Poi le pizze, direttamente dal menu de I Masanielli.

Iniziamo con una proposta che non avevo mai assaggiato e che mi ha assolutamente conquistata per il gusto intenso e l’eleganza: la 4 pomodori in 4 consistenze, condita prima della cottura con pomodorino ciliegino semi-dried, crema di pomodoro arrostito, pomodoro datterino giallo/rosso confit, e mozzarella di bufala campana DOP. Dopo la cottura vengono aggiunti pomodoro lampadina secco, primosale di bufala e olio extravergine Raro di Madonna dell’Olivo. E se il pomodoro secco si staglia deciso sopra gli altri, l’armonia complessiva tenuta insieme dall’impasto morbidissimo ma con il cornicione appena croccante è notevole.

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Segue la 4 consistenze della cipolla, già assaggiata a Caserta, che dimostra ancora una volta la bravura di Francesco Martucci nel giocare con un solo ingrediente – nelle sue sfumature – senza risultare monocorde: crema di cipolla di Acqua Viva delle Fonti, cipolla ramata di Montoro appassita all’uva sultanina, croccante di cipolla di Alife, polvere di cipolla Giarratana.

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Infine, la famosa Mani di Velluto: crema di friarielli in acqua di ricotta di bufala, mozzarella di bufala campana DOP, salsiccia a punta di coltello di suino grigio ardesia, pecorino Calcagno a crosta liscia, olio extravergine U Trappiddu. Super saporita, davvero vellutata nella texture, opulenta eppure a suo modo elegante, si mangia che è un piacere!

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A chiudere è arrivato il tris di gelato di Basilico, Bufala e Pomodorini di Marco Radicioni di Otaleg, omaggio tricolore non tanto alla patria quanto alla Margherita!

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DaZero apre a Milano la terza sede https://www.pizzaontheroad.eu/dazero-apre-a-milano-la-terza-sede/ https://www.pizzaontheroad.eu/dazero-apre-a-milano-la-terza-sede/#respond Wed, 15 Jan 2020 08:35:58 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28970&preview=true&preview_id=28970 Il 2020 inizia per  DaZero con l’apertura del sesto locale. L’inaugurazione è in programma per domenica 19 gennaio in via De Amicis 45 e andrà a formare un tridente tutto Cilentano ai piedi della Madonnina. Alle pizzerie di via Luini...

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Il 2020 inizia per  DaZero con l’apertura del sesto locale. L’inaugurazione è in programma per domenica 19 gennaio in via De Amicis 45 e andrà a formare un tridente tutto Cilentano ai piedi della Madonnina.

Manifesto Apertura via De Amicis

Alle pizzerie di via Luini e di via dell’Orso, infatti, si andrà ad aggiungere quella nei pressi di Sant’Ambrogio. Va ad espandersi dunque il progetto partito qualche anno fa da Vallo della Lucania che tende a valorizzare i prodotti e le aziende del Cilento, divenuto negli anni vetrina del territorio in giro per lo Stivale. Il nuovo locale abbraccerà particolarità e cose nuove. Importante la presenza del doppio forno che darà la possibilità di proporre la classica pizza DaZero e anche la pizza cilentana, quella antica, cotta nel ruoto. Sono di nuovo le tradizioni a guidare il timone di questa nave. Il sapore antico delle “Rianate” (pizza povera cilentana) non passerà di certo inosservato.

Quella di via De Amicis sarà molto grande rispetto alle altre due di Milano inaugurate nel 2017. La sala concederà la possibilità di ospitare anche eventi speciali per gruppi numerosi. All’interno sorgerà un corner dedicato alla vendita dei prodotti cilentani che da sempre DaZero utilizza per il condimento delle proprie pizze. E all’interno di questo angolo ci sarà uno spazio dedicato a Santomiele, uno dei marchi più celebri della gastronomia cilentana nel mondo. Un gigante del gusto e della qualità. Santomiele lavora e valorizza il fico bianco del Cilento. Addirittura in alcune ricette i fichi sono sbucciati singolarmente e cotti, piano piano, al forno. Senza fretta. Proprio come facevano un tempo le nonne del Sud, anche Santomiele essicca i fichi al caldo sole del Cilento, nel rispetto di quella tradizione tramandata da generazioni.

Oltre a Santomiele, da via De Amicis partirà anche la presentazione di altri prodotti a marchio (anche acquistabili in loco), con una linea speciale di referenze che, successivamente, sarà estesa a tutte le sedi DaZero in giro per l’Italia. Logicamente la presenza di ‘Incontro’, il sugo speciale a marchio DaZero nato da poco grazie alla collaborazione con l’azienda di pomodori Maida, sarà un’altra punta di diamante di questa doppia opportunità che, da una parte viene concessa ai cilentani trapiantati al nord, coloro i quali avranno la possibilità di acquistare un momento di felicità direttamente a Milano; dall’altra parte, invece, si rafforza il concetto di esportare fuori regione i sapori e la tradizione del Sud, fornendo a tutti il privilegio di toccare con mano le meraviglie che le mani sapienti del Cilento partoriscono. E poi, magari, anche con il palato.

fonte: comunicato stampa

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Lezioni di pizza: la pizza in teglia secondo Gabriele Bonci e Francesco Arnesano https://www.pizzaontheroad.eu/lezioni-di-pizza-la-pizza-in-teglia-romana-secondo-gabriele-bonci-e-francesco-amesano/ https://www.pizzaontheroad.eu/lezioni-di-pizza-la-pizza-in-teglia-romana-secondo-gabriele-bonci-e-francesco-amesano/#respond Tue, 14 Jan 2020 10:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28962&preview=true&preview_id=28962 Le ricette della pizza in teglia del Maestro, Gabriele Bonci, e dell’allievo, Francescano Arnesano. Anche Roma ha la sua pizza simbolo: la pizza in teglia. In ogni angolo della città, dal centro storico alla periferia, dai Castelli al mare, la...

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Le ricette della pizza in teglia del Maestro, Gabriele Bonci, e dell’allievo, Francescano Arnesano.

Anche Roma ha la sua pizza simbolo: la pizza in teglia. In ogni angolo della città, dal centro storico alla periferia, dai Castelli al mare, la “teglia” non manca mai nella scelta dei romani e dei turisti. Inizialmente era quella che si comprava dal panettiere o dall’ alimentari sotto casa, quella che si portava a scuola o si mangiava per merenda, rossa e bianca in primis, alta ma non troppo, morbida e croccante allo stesso tempo.

Bonci

Cibo da strada capace di soddisfare qualsiasi palato, in passato è stata troppo spesso bistrattata ma c’è chi, come Gabriele Bonci, l’ha rivalutata conferendole una nuova dignità e ne ha fatto il suo cavallo di battaglia divulgando il verbo tra le nuove leve, come Francesco Arnesano. Il maestro e l’allievo ci hanno le loro ricette – impasto e topping – ma prima vi rammento, anche sono certa non è necessario, chi sono i due protagonisti di questa “lezione di pizza”.

lievito madre Lievito
Lievito Madre

Pizzarium, il regno del Michelangelo della pizza (così è chiamato Gabriele Bonci ndr) è ormai un passaggio obbligato per chi passa dalla Capitale. I tanti anni di ricerca, studio e sperimentazione hanno portato la pizza di Bonci a livelli altissimi sia per la lavorazione degli impasti che per i topping. Basi leggere e croccanti, fragranti e saporite sono spesso farcite con il meglio di “ciò che offre il lavoro del contadino, del pastore e dell’artigiano” dalla zucca la guanciale, dal carciofo alla salsiccia, dalle puntarelle alla stracciatella fino alla più banale mortadella.

Bonci recente
Gabriele Bonci
Bonci
Pizzarium

Lievito Pizza Pane è l’insegna del giovane Francesco Arnesano, romano doc, con una passione sviscerale per la pizza tanto da farne una professione, instancabile e curioso. Ha cominciato studiando e sperimentando nel forno di casa, facendo la gavetta tra i colleghi fino a quando, 3 anni fa, non ha rilevato un locale in zona Eur, grazie anche al supporto della famiglia. “La mia pizza è il risultato di anni di studio e pratica sul campo. Il mio scopo e far capire al consumatore cosa c’è dietro ogni trancio, a cominciare dall’impasto fino ai topping fatti solo con prodotti di alta qualità e stagionali che seleziono personalmente. Il mio mentore? Gabriele Bonci a cui sarò sempre grato per avermi insegnato e stimolato a fare sempre meglio” ci racconta Francesco. Una pizza leggera e croccante la sua che sempre più conquista grandi e piccini.

Lievito Pizza pane
Francesco Arnesano
Lievito pizza pane
Lievito pizza pane

Ora dopo avervi fatto incuriosito con questa breve spiegazione, vi volgio tentare e ingolosire con le loro due ricette.

Pizza in teglia di Gabriele Bonci farcita con ceci e baccalà

Ingredienti:

Impasto

  • 1 kg di farina tipo 0,
  • 800 g di acqua,
  • 20 g di olio evo,
  • 15 g di sale,
  • 3 g di lievito secco.

Per condire

  • un filetto di baccalà,
  • 400 g di crema di ceci,
  • 300 g di pesto di pomodorini sott’olio.

Preparazione:

Mescolate il lievito di birra e la farina; impastate con 700 ml di acqua.

A questo punto aggiungete il sale, l’olio ed ancora 100 ml di acqua. Impastate per lungo tempo e lasciate riposare per 10 minuti circa. Piegate la pasta, più volte, verso l’interno. Riponete in una ciotola unta d’olio e chiudete con la pellicola.
Mettete a lievitare in frigorifero per 24 ore. Togliete l’impasto dal frigo, formate le pezzature desiderate e lasciatelo riposare per circa 2 ore a temperatura ambiente.

Bonci

Dopo averli tenuti a bagno per 12 ore, lessate i ceci aggiungendo un bouquet aromatico a vostro piacere, scolateli e lasciateli freddare, poi frullateli aggiungendo olio e sale. Dopo averlo ben sciacquato, tagliate a pezzi il baccalà e cuocetelo in padella, con un soffritto di olio ed aglio.

Stendete l’impasto e trasferitelo in una teglia e cominciate a condire con la crema di ceci, quindi aggiungete il baccalà. Infornate a forno preriscaldato al massimo della temperatura e portate a cottura. Una volta sfornata la pizza, aggiungete il pesto di pomodorini.

crema di ceci e baccalà Bonci
Pizza in teglia con crema di ceci e baccalà

Pizza in teglia di Francesco Arnesano farcita con crema di ceci e cicoria ripassata

Ingredienti:

Impasto

  • 1 kg di farina tipo 2 o 800 gr di tipo 2 e 200 gr di farro,
  • 700 g di acqua,
  • 30 g di olio evo,
  • 2 g di sale,
  • 2 g di lievito secco o 4 g di lievito fresco

Per condire

  • crema di ceci,
  • cicoria ripassata

Sciogliere il lievito con metà della quantità di acqua e poi aggiungete la farina. Quando è ben amalgamata aggiungere il sale e, un po’ alla volta, l’acqua restante e l’olio fino a che la superficie non diventa morbida e liscia. Rovesciare l’impasto sul tavolo e fare delle pieghe di rinforzo per dargli maggiore omogeneità. Ungere un recipiente dove mettere l’impasto che verrà lasciato in frigo a riposo per almeno 15/20 ore. Passato il tempo riportarlo a temperatura ambiente, dargli “rotondità” e farla nuovamente riposare in forno con la luce accesa per un paio d’ore così da farla “rilassare”.

Lievito pizza pane
Lievito pizza pane

Successivamente spargere della semola su un banco di lavoro e stenderla con le mani, meglio se solo con i polpastrelli per non distruggere la maglia glutinica. Accendere il forno al massimo della temperatura. Ungere una teglia o usare la carta da forno e posizionare sopra l’impasto steso. Mettere la teglia sul piano basso del forno per 5/6 minuti, il “tempo che si alza”. Intanto fare la crema di ceci (lessare i ceci e frullarli con olio, sale, rosmarino, pepe, aglio) e ripassare la cicoria con aglio, olio e peperoncino. Tirare fuori dal forno la pizza e farla raffreddare sulla griglia, spalmare la crema di ceci e la cicoria non calda e , se si vuole, aggiungere dei pomodorini semi dry.

Lievito pizza pane
Pizza in teglia ceci e cicoria ripassata

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Il successo di Authentica stellata https://www.pizzaontheroad.eu/authentica-stellata/ https://www.pizzaontheroad.eu/authentica-stellata/#respond Mon, 13 Jan 2020 09:28:21 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28940&preview=true&preview_id=28940 Dopo il successo delle serate con gli chef Nino Di Costanzo, Josean Alija e Gennarino Esposito, arrivano tra gennaio e febbraio: Peppe Guida, Ciro Scamardella, Luciano Villani, Rosanna Marziale e Tomaz Kavcic È stato un debutto molto fortunato quello della...

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Dopo il successo delle serate con gli chef Nino Di Costanzo, Josean Alija e Gennarino Esposito, arrivano tra gennaio e febbraio: Peppe Guida, Ciro Scamardella, Luciano Villani, Rosanna Marziale e Tomaz Kavcic

È stato un debutto molto fortunato quello della nuova stagione di Authentica Stellata, fortemente voluta da Franco Pepe, il maestro pizzaiolo, che nel piccolo centro di Caiazzo, in provincia di Caserta, ha realizzato, Authentica, la più piccola pizzeria al mondo, con soli 8 posti, all’interno di Pepe In Grani. Un percorso esclusivo di degustazione che Pepe ha deciso di condividere con i più importanti e rappresentativi chef del panorama italiano e internazionale, per garantire al cliente un’esperienza unica, un viaggio sensoriale all’insegna dei sapori e del gusto, davvero singolare.

Ad aprire Authentica Stellata lo scorso novembre è stato Nino Di Costanzo chef 2 stelle Michelin del Ristorante Danì Maison di Ischia, poi è stata la volta del basco Josean Alia , 1 stella Michelin del Nerua a Bilbao e quindi è arrivato Gennaro Esposito 2 stelle Michelin della Torre del Saracino di Vico Equense a deliziare i palati più esigenti.

“Sono stati tre momenti indimenticabili – dice Franco Pepe – che mi hanno fatto comprendere ancora una volta quanto sia importante trattare le materie prime e trasformarle. I loro insegnamenti sono stati fondamentali e da questi scambi sono sempre scaturiti risultati fantastici. Fare queste serate a  quattro mani a casa mia, è un’emozione unica e sarà  un bagaglio di ricordi fantastici».

Si scaldano già i forni per i nuovi appuntamenti prossimi.

Il 14 gennaio sarà la volta di Peppe Guida, dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, 1 stella Michelin. Grande appassionato della cucina tradizionale, ha fatto della pasta secca il suo punto di partenza nella nuova fortunata stagione professionale che dal 2004, lo ha portato dritto nell’olimpo dei grandi chef italiani, grazie anche alla conquista nel 2007 della prima stella Michelin.

Il 22 gennaio Ciro Scamardella del Pipero di Roma, porterà il suo bagaglio di sapori e di emozioni, dove ogni piatto presenta un ricordo delle ricette classiche studiate in chiave più moderna e realizzate con tecniche contemporanee.

Il 28 gennaio arriverà a Caiazzo Luciano Villani, 1 stella Michelin, giovane talento della cucina partenopea, chef resident de La Locanda del Borgo all’interno del resort Aquapetra di Telese Terme.

Rosanna Marziale, sarà ad Authentica Stellata, il 5 febbraio. Chef del ristorante Le Colonne di Caserta, 1 stella Michelin, grande espressione della cucina campana, con la sua adorata mozzarella di bufala, che diventa nelle sue mani una vera e propria delizia gourmet.

Il 27 febbraio arriverà a Caiazzo Tomaz Kavcic del ristorante GostilnaPri Lojzetu Zemono, nella valle di Vipava in Slovenia, dove è considerato una vera e propria star.

Ricavata nell’ultimo ambiente a disposizione del palazzetto risalente al 1700 di vico San Giovanni Battista, la sala di Authentica Stellata ha a disposizione un tavolo per 8 persone, un banco di lavoro per il pizzaiolo e un forno. Un posto dove ritornare alle origini, in cui è possibile ascoltare, meditare, creare. Dove è possibile formare, istruirsi e fare ricerca. Un luogo vissuto con intimità, in maniera esclusiva, per esaltare i sapori, per approfondire, per riconciliarsi, per dare spazio al rapporto umano.

Authentica Stellata è un progetto ideato e fortemente voluto da Franco Pepe, con l’obiettivo di far vivere e raccontare l’arte della pizza in maniera inedita ed esclusiva.

«Da quando è nata, nel dicembre 2017, Authentica ha catturato l’attenzione dei miei amici chef – afferma Franco Pepe – Nella sala, in pura creatività e divertimento, abbiamo trascorso indimenticabili serate con gli ospiti che hanno scelto di sposare il nostro progetto».

Sul sito ufficiale di Pepe in Grani (www.pepeingrani.it) e attraverso i canali social, sono rese note  le modalità di prenotazione per riuscire ad assicurarsi un posto per una cena indimenticabile. In ogni serata sarà presente un’altra figura: un giornalista specializzato, che racconterà le emozioni di questa esperienza, da far rivivere attraverso immagini e parole. Gli eventi si svolgeranno esclusivamente nella sala Authentica, mentre la pizzeria rimarrà aperta al pubblico nell’intento di non stravolgere l’offerta e di non trasformare Pepe in Grani soltanto in una grande cucina stellata. L’idea è di dare vita ad un ciclo di serate uniche nel loro genere in una location molto speciale.

Ecco gli altri grandi nomi della cucina italiana ed internazionale che hanno accettato di partecipare ad Authentica Stellata e che saranno calendarizzati nei prossimi giorni: 

  • Don Alfonso Iaccarino
  • Moreno Cedroni
  • Chicco Cerea
  • Antonino Cannavacciuolo
  • Heinz Beck
  • Pino Cuttaia
  • Andrea Aprea
  • Andrea Berton
  • Peppe Iannotti
  • Corrado Assenza
  • Francesco Sposito
  • Alessandro Gilmozzi
  • Floriano Pellegrino & Isabella Potì
  • Christoph Bob
  • Salvatore Bianco
  • Angelo Carannante
  • Caterina Ceraudo
  • Antonio Zaccardi
  • Matteo Baronetto
  • Domingo Schingaro & Andrea Ribaldone
  • Cristoforo Trapani
  • Nancy Silverton
  • Paolo Barrale
  • Domenico Candela
  • Lino Scarallo
  • Peppe Aversa

fonte: comunicato stampa

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Pizza e Sake con Seu& Massarotto: funziona! https://www.pizzaontheroad.eu/pizza-e-sake-seu-pizza-illuminati/ https://www.pizzaontheroad.eu/pizza-e-sake-seu-pizza-illuminati/#respond Thu, 09 Jan 2020 07:45:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28632&preview=true&preview_id=28632 Dopo l’abbinamento Pizza&Bolle – che non abbiamo certo inventato noi ma che ci piace tanto da avergli dedicato anche un libro! – abbiamo deciso di continuare a sperimentare. E grazie a Marco Massarotto e a Pier Daniele Seu abbiamo provato...

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Dopo l’abbinamento Pizza&Bolle – che non abbiamo certo inventato noi ma che ci piace tanto da avergli dedicato anche un libro! – abbiamo deciso di continuare a sperimentare. E grazie a Marco Massarotto e a Pier Daniele Seu abbiamo provato a mettere insieme pizza e sake: funziona!

Tutto è nato davanti a una carbonara – quella del ristorante La Carbonara a Campo de’ Fiori – dove mi sono trovata a cena con un caro amico che vive in Giappone e un suo amico che vive tra Milano e Tokyo, pure lui esperto di all things Japanese oltre che di mondo digitale: Marco Massarotto. E, soprattutto, grande conoscitore del sake, bevanda alcolica giapponese ottenuta dalla fermentazione di riso, acqua e spore koji (un fungo che trasforma ,amido del riso in zucchero), cui ha dedicato pure il bel libro Sake, il Giappone in un bicchiere. Presidente e fondatore dell’associazione Le Vie del Sake, che ha come scopo promuovere la cultura enogastronomica giapponese (Shoku Bunka) e asiatica in Italia, Marco è l’unico italiano a essere stato nominato Sake Samurai.

Insomma, mangiando carbonara e animelle ci spiegava come il sake avrebbe accompagnato alla perfezione quei piatti con il suo gusto non invadente che non copre il sapore del cibo ma ne prolunga e a amplifica le sensazioni (per esempio, il piccante) lasciando pulito il palato. Naturalmente è nata la curiosità di sperimentare l’abbinamento e poi, subito di seguito, la domanda: “E come pensi che starebbe con la pizza?”.

Detto fatto, ci siamo organizzati: dopo un paio di settimane Marco è tornato a Roma con lo zaino carico di bottiglie e ci siamo dati appuntamento in pizzeria: la mia scelta è caduta su Seu Pizza Illuminati perché il suo menu a Roma è tra i più vari quindi non sarebbero mancate occasioni per provare gli abbinamenti (anche grazie alla pazienza di Pier Daniele e del suo staff).

Pizza e sake da Seu Pizza Illuminati

Insomma, ci siamo ritrovati in tre – con un altro amico esperto di pizza e amante del Giappone – al tavolo di SPI per provare gli abbinamenti: tre pizze per tre diversi tipi di sake, il che mi ha permesso di iniziare a scoprire qualcosa di più sul mondo di questo “vino di riso” che è in realtà un universo ampio e sfaccettato. Semplificando molto, le differenze si basano soprattutto sul livello di raffinazione del riso (dagli anni ’70 sono state introdotte delle macchine raffinatrici, il riso più raffinato dà luogo a sake più delicati e “scarichi”) e dalla velocità di fermentazione, oltre che dalla quantità di riso già “maltato” con il koji.

pizza e sake


Le sue caratteristiche generali sono la sapidità, la bassa acidità che ha spesso note lattiche, eventuali sentori di frutta tropicale. Nell’abbinamento, come dicevamo, riesce ad “arrotondare” i sapori grassi e intensi, e il suo finale corto lascia in realtà spazio alla persistenza del cibo. I criteri di abbinamento sono dunque per assonanza, basati su intensità e struttura. Cibi salati esaltano il fruttato della bevanda, mentre per i cibi dolci è meglio andare su un sake spiccatamente dolce. Ma in realtà i giapponesi non si pongono troppi problemi sugli abbinamenti con questo fermentato così versatile, tanto che non c’è nemmeno l’idea di un sommelier che dia consigli a riguardo: “Il sake non litiga mai col cibo”, recita un dato giapponese. Detto questo c’è tanto da scoprire a riguardo e naturalmente se volete saperne di più vi rimando al libro di Marco!

Gli assaggi

Tornando alla nostra serata, avevamo in tavola: un sake Honjozo, il più raffinato dei tre, secco e leggero con 15 gradi quasi impercettibili; un sake poco raffinato, non diluito né filtrato, che Marco ha definito efficacemente “medievale”, con il 90% del riso appena decorticato, dal colore e il profumo intensi che ricordavano quelli dei vini “naturali”; e un raro sake all koji – vale a dire ottenuto dal 100% di riso maltato (o se preferite ammuffito!) anziché dal solito 20% aggiunto al riso integro – che risultava estremamente limpido ma intenso, dolce e acido insieme, ricordando un vino da meditazione – quasi un passito – ma senza averne il grado zuccherino: il mio preferito!
Li abbiamo bevuti tutti freddi, alla temperatura di servizio ideale di 5-8 gradi, nei calici da vino (ma esiste anche quello apposito della Riedel). Secondo Marco, il “medievale” avrebbe potuto essere servito anche caldo.

E veniamo agli abbinamenti con le pizze, dopo qualche fritto mangiato per pura gola:

Partiamo con la Margherita classica, molto buona, che si sposa bene al sake “classico”, più semplice, con note di cereali e un’acidità lievissima che accompagna e smussa quella del pomodoro dando un effetto complessivo di grande rotondità (ma ci sarebbe stato bene anche un sake sparkling, ci dice, o un Junmaishu).

Poi arriva in tavola la buonissima pizza Deliziosa – di nome e di fatto – dalla sezione Old School del menu: fiordilatte, stracchino, patate arrosto, pancetta Santoro e semi di finocchio, in un insieme goloso ma molto equilibrato. Ci ha convinto molto con il sake “medievale”, con la sua acidità fermentativa più intensa che dava sentori di salsa di soia e brodo di carne, adatta a “reggere” – anzi ad esaltare senza rendere aggressivi – i sapori robusti della pizza.

pizza e sake

Finiamo con una pizza del menu invernale che mi è piaciuta molto, la Bari a(Mare): bell’incontro mare-orto, è condita con fiordilatte, cime di rapa, formaggio Fiocco della Tuscia, alici di Sciacca, zeste d’arancia e colatura d’alici. Davvero interessante l’abbinamento con l’All Koji ma pure con il “medievale” che ne esaltava le note agrumate in maniera molto piacevole.

Naturalmente questo era solo un esperimento tra amici ma il risultato è stato senza dubbio interessante e chissà che non possa diventare la base di partenza per progetti futuri!

Ah, e se siete curiosi: dopo le pizze siamo anche tornati da La Carbonara per provare anche gli abbinamenti con la cucina: il sake si è rivelato un buon compagno per la carbonara ma soprattutto per l’uovo fritto con il tartufo!

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Revolution time nel mondo pizza https://www.pizzaontheroad.eu/revolution-time-nel-mondo-pizza-nasce-la-gintoneria-di-carlo-sammarco/ https://www.pizzaontheroad.eu/revolution-time-nel-mondo-pizza-nasce-la-gintoneria-di-carlo-sammarco/#respond Wed, 08 Jan 2020 14:17:20 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28934&preview=true&preview_id=28934 Nei locali di Aversa e Frattamaggiore nasce la Gintoneria di Carlo Sammarco Ginepro, botanica, acqua tonica e un bicchiere elegante da un lato. Farina, lievito, pomodoro, mozzarella e molto altro ancora dall’altro. Apparentemente un matrimonio azzardato, quello tra il Gin...

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Nei locali di Aversa e Frattamaggiore nasce la Gintoneria di Carlo Sammarco

Ginepro, botanica, acqua tonica e un bicchiere elegante da un lato. Farina, lievito, pomodoro, mozzarella e molto altro ancora dall’altro. Apparentemente un matrimonio azzardato, quello tra il Gin Tonic e la pizza, in realtà la frontiera più avanzata degli abbinamenti tra la regina del cibo pop e il beverage.

Se nel mondo anglosassone questo modo di approcciare il pairing è già un passo oltre la sperimentazione, in Italia chi si approccia a questo mondo è ancora un pioniere. Primo tra tutti Carlo Sammarco. Il giovane pizzaiolo campano, ha infatti avviato nei suoi locali di Aversa e Frattamaggiore il progetto della Gintoneria, studiato appositamente dal bartender Andrea Lai, responsabile formazione e consulenze di Affinità Elettive Studio. Insieme hanno ideato una carta di ben diciotto cocktail per altrettanti Gin artigianali da tutto il mondo, pensati per abbinarsi alle ricette che hanno reso Carlo famoso ben oltre i confini campani. Una nuova rivoluzione per il golden boy napoletano, dopo l’ormai famosissima pizza canotto (termine oggi noto, ma su cui Sammarco ha investito, registrandone anche il marchio), nella scia del suo concetto di pizzeria 2.0. Ovvero “un’idea che non vuole sostituire la tradizione, ma aggiornarla”. Così lì dove altri si sarebbero limitati a proporre una selezione di drink, il progetto Gintoneria prevede anche la formazione – ad opera di Andrea Lai – del personale di sala in modo che, come per il vino e le birre, si possa spiegare e proporre quello che è meglio per il cliente. 

Gli abbinamenti possibili sono quasi infiniti e sono stati pensati appositamente per accompagnare al palato i vari gusti proposti nella carta delle pizze.

fonte: comunicato stampa

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Calendario Pizza Eventi Gennaio 2020 https://www.pizzaontheroad.eu/calendario-gennaio/ https://www.pizzaontheroad.eu/calendario-gennaio/#respond Tue, 07 Jan 2020 07:12:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28813&preview=true&preview_id=28813 Su Pizza On The Road, ogni mese gli eventi con i principali appuntamenti a tema pizza in tutta Italia (e qualche volta anche oltre). Vi segnaliamo gli appuntamenti pervenuti fino ad adesso ricordandovi di segnalarci i vostri eventi a eventi@pizzaontheroad.eu...

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Su Pizza On The Road, ogni mese gli eventi con i principali appuntamenti a tema pizza in tutta Italia (e qualche volta anche oltre).

Vi segnaliamo gli appuntamenti pervenuti fino ad adesso ricordandovi di segnalarci i vostri eventi a eventi@pizzaontheroad.eu entro il 28 del mese precedente.

Venerdì 10 gennaio, Verona

Presentazione e degustazione La pizza è pizza_Verona

pizzamichele

Presentazione libro con degustazione a L’Antica Pizzeria da Michele
dalle ore 18.30
• Incontro con Alessandro Condurro (CEO di Michele in the World)
• Presentazione del libro “La pizza è pizza” con l’autore Davide Ippolito
• Alla scoperta dei segreti della pizza di Michele con degustazione
Modera: Bruno Chiavazzo (giornalista e scrittore)

Libro: “LA PIZZA È PIZZA”, Quattro chiacchiere con Alessandro Condurro
Il segreto che ha reso “L’Antica Pizzeria da Michele” un brand riconosciuto in tutto il mondo di Davide Ippolito
WWW.BOOK4BUSINESS.COM

Antica Pizzeria Michele
Stradone Porta Palio 20, Verona

Pagina Facebook dell’evento

Lunedì 13 gennaio, Roma

Sbanco&Friends con Francesco Martucci

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Stefano CallegariMarco Pucciotti e tutto lo staff di Sbanco sono lieti di annunciare la partecipazione di Francesco Martucci per la prima cena evento della rassegna Sbanco&Friends del 2020.
Prenotazioni: 06 789318

Pagina Facebook dell’evento


13 – 14 gennaio, Bologna

Scrocchiarella Romana con Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro

Locandina

Romana, bassa e “scrocchiarella”. Questi tre aggettivi sono indissolubilmente legati tra loro quando si prova a descrivere lo stile di pizza al piatto della capitale da non confondere con la pizza in teglia romana. E’ una pizza bassa, senza cornicione, con una stesura fine e un disco di pasta che varia dai  160  ai 180 grammi. 

C’è chi la definisce “scrocchiarella” (gli amanti di questo stile), chi la offende dandole del “cracker” (i seguaci della napoletana), ma a Roma questo stile è oggi in grande fermento grazie anche ad alcuni pizzaioli che stanno lavorando con grande attenzione alla maturazione e lievitazione dell’impasto e alla scelta delle migliori guarnizioni per le farciture.

Pummà Bologna
Via Murri, 109


Martedì 14 gennaio, Caiazzo

Authentica stellata con lo chef Peppe Guida

peppeguida

Peppe Guida chef dell’ Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, alfiere della pasta, creatore di una cucina che affonda nella tradizione popolare le sue radici ma che allo stesso tempo sa essere innovativa, sarà ospite martedì 14 gennaio di #AuthenticaStellata.
Franco Pepe e Peppe Guida daranno vita ad un evento in cui l’incontro tra il passato, il presente e il futuro, saranno gli elementi portanti della degustazione.

Info&Prenotazioni –> www.pepeingrani.it/authentica-stellata


27 – 28 gennaio, Bologna

Pizza & Territorio con Domenico Sanna

Locandina

Nella “LA BUONA PIZZA”, un bellissimo libro scritto da Luciana Squadrilli e Tania Mauri, le autrici ricordano come il mondo della pizza stia cambiando. C’è una nuova consapevolezza, fatta di amore per il territorio e per le materie prime.  

Ci sembra opportuno allora dedicare una sezione della PUMMA’ PIZZA ACADEMY a Pizza & Territorio,  denominatore comune per tutti i pizzaioli e  per tutti gli stili della pizza. 

Pizza & Territorio vuol dire che ogni cliente deve capire, leggendo il menù del locale, in quale zona d’Italia si trova. Pizza & Territorio è presentare al pubblico e valorizzare il lavoro  di tanti pastori, allevatori, norcini, casari, contadini, vignaioli, olivicoltori e pescatori. 

Pizza & Territorio è offrire occasioni di confronto e scambio. Pizza & Territorio è ragionare insieme sulla pizza del futuro.

Pummà Bologna
Via Murri, 109

Eventi PizzaOnTheRoad

In copertina: La marinara di Trianon

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San Silvestro: pizza a Capodanno! https://www.pizzaontheroad.eu/pizza-capodanno-2019/ https://www.pizzaontheroad.eu/pizza-capodanno-2019/#respond Fri, 27 Dec 2019 09:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28799&preview=true&preview_id=28799 Capodanno, si passa al 2020. Anche quest’anno vi proponiamo una lista – non completa, ma speriamo utile – di pizzerie e locali aperti il 31 dicembre, per trascorrere l’ultimo dell’anno e iniziare quello che arriva nel migliore dei modi: con...

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Capodanno, si passa al 2020. Anche quest’anno vi proponiamo una lista – non completa, ma speriamo utile – di pizzerie e locali aperti il 31 dicembre, per trascorrere l’ultimo dell’anno e iniziare quello che arriva nel migliore dei modi: con la pizza!

Verificate la disponibilità di posti e prenotate il vostro tavolo!

capodanno

Seu Pizza Illuminati
Roma
Nella pizzeria di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo si brinda al nuovo anno con un menu in pieno stile anni ‘80. Per iniziare alla grande il 2020 la giovane coppia ha pensato a una cena che si sviluppa in un percorso degustazione di pizze legate agli anni degli amanti dei capelli cotonati – come quella alla crema di scampi! – con antipasti che strizzano l’occhio alla tradizione dei nostalgici del Drive in e l’immancabile panettone di Bonci come dolce. E per finire, immancabili lenticchie e cotechino.
65€ bevande escluse

La Taverna dei Corsari
Montopoli in Sabina (RI)
La pizza sarà la protagonista del Cenone organizzato da Emiliano Aureli, mettendo insieme tradizione e innovazione. Dopo fritti e bollicine, spazio al Tris di pizza contemporanea e poi agli assaggi di pizza a degustazione, con impasti e condimenti diversi. Per esempio, quello a base di mix di cereali con pastinaca, anatra e fondo ai frutti di bosco. E poi, dessert e lenticchie e cotechino.
45€ bevande escluse

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la pizza di Lorenzo Sirabella

Casale Rufini
Gallicano nel Lazio (Roma)
Ricco e invitante il menu proposto da Marco Rufini: si parte con gli “sfizi”- dai supplì al baccalà su crema di ceci passando per i paccheri con provola, guanciale, pecorino e vellutata di zucca – e si prosegue con le pizze: 4 impasti diversi per altrettanti condimenti, tra cui quella con tartare di tonno, puntarelle, burrata, pistacchi e pecorino 12 mesi.
E poi il dolce e il brindisi di mezzanotte con cotechino e lenticchie.
50 euro bevande incluse

Dry Solferino
Milano
Anche al Dry Milano (nella sede di via Solferino, in quella di Vittorio Veneto il menu è diverso e non prevede la pizza) arriva la Notte più attesa dell’anno: cena, DJ-Set e brindisi per festeggiare insieme l’arrivo del 2020! Il menu della serata prevede una cena di 7 portate – tra cui le buonissime pizze di Lorenzo Sirabella, come quella con scarole saltate, capperi, olive, pinoli e provola – e 2 cocktail preparati ad hoc, dessert e brindisi di mezzanotte con calice di Ferrari. Ma c’è tutto il menu per ordinare a piacere drink extra!
Prezzo 80 euro

capodanno

ReMi
Sassari
Quest’anno Sandro Cubeddu e i suoi hanno scelto di dare il benvenuto all’anno nuovo con un menu diverso dal solito, inteso come un viaggio: da Sassari al mondo alla scoperta di sapori nazionali e internazionali, che si legano intimamente alla tradizione sarda. Un viaggio che esplora la Sardegna e si sposta poi nel Nord Italia, per volare fino in Cina passando per gli USA. Si comincia con il buonissimo pane della casa accompagnato da grandi prodotti e si prosegue con una bella degustazione dei vari impasti di Sandro e condimenti originali, come il ReMi Burger made in USA con American Wagyu, e poi su panettone lombardo.
50€ bevande incluse

San Silvestro: pizza a Capodanno!
La Chianina di Tommaso Vatti

La Pergola
Radicondoli (SI)
Per il Party d’Inverno in occasione del cenone di Capodanno Tommaso Vatti ha messo a punto un menu speciale che propone antipasti, primi e secondi piatti intervallati dalle sue buonissime pizze a degustazione dall’impasto croccante: quella con capasanta gratinata, mozzarella (fiordilatte) Fior d’Agerola e julienne di verdure e quella con stracotto di guancia di vitellone al Chianti, cavolo nero all’olio evo di Castel Ruggero e Fior d’Agerola. Dalle 23.30 open bar e DJset.
50€

ALTRE IDEE…

Angelo Pezzella
Roma
Anche la “pizzeria con cucina” di Angelo Pezzella resta aperta a San Silvestro ma propone un menu a tutta cucina, per una volta senza pizza.

Sa Scolla
Baradili e Cagliari
Doppia scelta per l’insegna legata al bel progetto dell’Accademia Casa Puddu. Sia a Baradili sia a Cagliari si festeggia l’ultimo dell’anno, però con i piatti della cucina. Per le pizze, si riparte dal 1 gennaio a cena!

capodanno

Vola
Castino (CN)
Stefano Vola propone un menu per il veglione che si aprirà con un lievitato per poi proseguire con i piatti della cucina, inclusi agnolotti del plin al sugo d’arrosto e risotto alla zucca e gorgonzola naturale e per chiudere panettone artigianale e brindisi con calice di Moscato D’Asti Docg “Borgo Maragliano”.
65€

marzia buzzanca

Hofstatter Garten
Termeno (BZ)
Anche il ristorante della cantina di Martin Foradori, da qualche tempo guidato da Marzia Buzzanca, sarà aperto per il cenone di San Silvestro. Ancora non sono stati comunicati, però, menu e prezzi.

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2019: Le top 6 per PizzaOnTheRoad https://www.pizzaontheroad.eu/2019-le-top-6-per-pizzaontheroad/ https://www.pizzaontheroad.eu/2019-le-top-6-per-pizzaontheroad/#respond Mon, 23 Dec 2019 06:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=28803&preview=true&preview_id=28803 Quali sono state le pizze che ci sono piaciute di più quest’anno? Scopritele con noi. In un anno ci sono 52 settimane, mangiamo pizza dalle 2 alle 4 volte a settimana e quindi possiamo dire che di media ne “pappiamo”...

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Quali sono state le pizze che ci sono piaciute di più quest’anno? Scopritele con noi.

In un anno ci sono 52 settimane, mangiamo pizza dalle 2 alle 4 volte a settimana e quindi possiamo dire che di media ne “pappiamo” circa 150. Ecco la nostra selezione: 6 pizze per 6 mani, l’ordine è puramente cronologico!

La pizza alla pala con vitello tonnato di Stefano Vola

vola

In clima natalizio, di antipasti infiniti di cui il Piemonte è maestro, è la pizza alla pala con vitello tonnato di Stefano Vola della pizzeria Vola a fare da padrona. L’impasto, soffice, croccante e profumato è fatto con farro integrale al 20% e Buratto all’80%, a cui viene aggiunto, a freddo, un girello di vitello cotto a 54°C gradi e una salsa tonnata fatta con capperi, maionese e tonno. Una pizza che racconta il suo territorio ma anche il lavoro di squadra con i suoi ragazzi di sala e cucina.

Il Dashi di Pizza di Ciro Oliva e Giuseppe Iannotti

oliva

Nota di merito al pizzaiolo Ciro Oliva della pizzeria Concettina ai Tre Santi, ma soprattutto allo chef Giuseppe Iannotti del ristorante Kresios che ha fatto un Dashi di pizza! Il brodo di Iannotti, soprannominato l’alieno da Identità Golose, sprigionava tutti gli umori e i sapori della pizza già al naso. La lavorazione è stata lunga e complessa. La Marinara di Ciro è stata “rotta” con l’azoto liquido, messa in infusione con acqua di kombu e fatta decantare per due giorni. Il risultato è stato un brodo limpido, di colore bronzeo, profumato e al gusto di pomodoro, origano, aglio e olio, proprio come una vera Marinara! Un pizza allo stato liquido in poche parole, chissà che la prossima volta non la proponga allo stato gassoso.

L’ “acquerello Capriccioso” di Franco Pepe

capricciosa
L’ “acquerello Capriccioso” di Franco Pepe

Proseguendo nel suo lavoro di recupero e reintrepretazione della tradizione, non come mero esercizio di stile ma per migliorare e rendere più buono e più virtuoso ciò che a volte avevamo dato per scontato, Franco si è cimentato con una delle pizze “cheap” per eccellenza: la Capricciosa. 

Nasce così l’Acquerello Capriccioso, che dà tutto un nuovo sprint a una pizza un po’ di risulta, fatta con quel che c’era nella dispensa del pizzaiolo, che qui diventano invece ingredienti di qualità e preparazioni ragionate.

Sullo strepitoso impasto che è il marchio di fabbrica di Pepe in Grani, mette in cottura fiordilatte, prosciutto cotto e carciofini di Paestum. In tavola la pizza arriva così, e sono gli stessi commensali a ultimarla aggiungendo a piacere gli altri ingredienti serviti in diverse ciotoline: cialde croccanti di pomodoro San Marzano, polvere d’olive caiazzane, capperi disidratati, champignon fritti e un olio al basilico, creando una sorta di “quadro” colorato e buonissimo, ogni volta diverso.

La Margherita dai sapori ellenici di Lello Ravagnan

ravagnan

Lello Ravagnan, patron della pizzeria Grigoris di Mestre, ha un legame “antico” con la Grecia. In ricordo dei colori e sapori dell’estate non poteva mancare Margherita che ha riproposto, dal suo amico Dimos a Donoussa, con ingredienti ellenici. L’impasto è stato fatto con Petra 0 e Petra 1, lievito di birra e l’80% di acqua. Messa a riposo per un giorno, è stata poi ripresa, lavorata e lasciata a riposare altre 3 ore già divisa in palline. La farcitura era con formaggio Xinomizithra di Naxos, pomodori ciliegini e basilico. La  Xinomizithra è un formaggio fresco di capra di colore bianco, morbido e dal gusto acido che ben si sposa con i pomodorini di Dimos, dolcissimi e saporiti. Una bella rivisitazione delle più classiche e tradizionali delle pizze che qui ha acquistato l’altra bellezza e bontà grazie ai sapori genuini degli ingredienti delle isole! 

La “Profondo Rosso” di Francesco Martucci

Francesco Martucci

Sulla base di fiordilatte, Francesco Martucci aggiunge una fonduta di Gorgonzola artigianale e delle strisce di cavolo cappuccio rosso “fermentato” – ma senza prendere derive troppo acide, è una sorta di macinatura prolungata ammorbidita dalla tipologia di aceto usato  – per 20 giorni in Aceto Balsamico Stravecchio. A completare, un filo di olio extravergine siciliano Il Mozzafiato di Incuso, un prodotto decisamente di carattere come indica il nome!.

La cosa che stupisce di più in questa pizza, al di là della bontà complessiva, è l’incredibile equilibrio tra ingredienti difficili e in apparente contrasto. Eppure il cavolo, che resta piacevolmente croccante e giustamente acidulo, dà freschezza e riesce a tenere a bada l’intenso formaggio erborinato regalando a ogni morso un “boccone perfetto”. 

La “ricordi d’infanzia” di Ciro Savarese

CiroSavarese

Un pezzetto di pane con pomodoro, mozzarella, basilico e scaglie di formaggio era la merenda di Ciro Savarese a casa della nonna. Lui l’ha impreziosita con una mousse di ricotta al basilico, dei pomodorini del Piennolo e Provolone del Monaco Dop. A completare una riduzione di pomodorino giallo

Il boccone è “carta conosciuta”, i sapori sono quelli delle terre del sud che tutti in Italia conosciamo, ma l’esecuzione e l’accostamento regalano momenti di vero piacere.

E le vostre pizze preferite del 2019, quali sono?
Alessandra, Luciana, Tania

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