PizzaOnTheRoad https://www.pizzaontheroad.eu Magazine on line sulla Pizza e tutto ciò che ci gira intorno Wed, 25 Mar 2020 13:26:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.3.2 L’AVPN lancia il #verapizzacontest https://www.pizzaontheroad.eu/avpn/ https://www.pizzaontheroad.eu/avpn/#respond Tue, 24 Mar 2020 09:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29872&preview=true&preview_id=29872 L’AVPN ha ideato un contest gratuito, aperto a tutti, amatori e professionisti, per premiare la migliore verace pizza fatta, realizzata e pensata a casa. Una sfida casalinga aperta a tutti e con in palio corsi professionali da pizzaiolo.  In questo periodo...

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L’AVPN ha ideato un contest gratuito, aperto a tutti, amatori e professionisti, per premiare la migliore verace pizza fatta, realizzata e pensata a casaUna sfida casalinga aperta a tutti e con in palio corsi professionali da pizzaiolo. 

In questo periodo in cui gran parte degli italiani stanno (forzatamente) a casa, l’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) – che, fondata nel giugno 1984 a Napoli, promuove nel mondo la Vera Pizza Napoletana attraverso il proprio Disciplinare – lancia infatti un’idea dedicata a tutti i “pizzaioli casalinghi”.

Ispirandosi al Disciplinare Internazionale dell’AVPN, disponibile online, i partecipanti sono liberi di scegliere se realizzare una margherita, una marinara o una variante creativa con altri ingredienti. 

Il requisito indispensabile, senza alcune deroga, è la cottura in un forno elettrico di tipo domestico

Ogni partecipante dovrà mandare la sua foto via Messenger alla pagina Facebook dell’Associazione  

Il contest sarà attivo per un mese dal 20 marzo al 20 aprile e sarà il pubblico dei social a votare le pizze preferite con un semplice like

Le migliori 20 saranno premiate da una giuria autorevole di pizzaioli che decreterà la pizza esteticamente più bella e conforme ad una Vera Pizza Napoletana. I risultati saranno visibili sul sito della Associazione già dal 24 aprile. 

Tre i premi in palio e per il vincitore un corso professionale da pizzaiolo. 

La pizza da sempre ha unito le famiglie e gli amici nei locali e oggi più che mai la condivisione è il valore più ricercato. Vogliamo premiare la creatività e il sentirsi uniti anche a distanza – dichiara Antonio Pace, presidente della AVPN. 

Il regolamento completo è scaricabile dal link: http://bit.ly/39ZEBzH 

fonte: comunicato stampa

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Luca Mastracci entra a far parte dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli https://www.pizzaontheroad.eu/luca-mastracci-entra-a-far-parte-dellalleanza-slow-food-dei-cuochi-e-dei-pizzaioli/ https://www.pizzaontheroad.eu/luca-mastracci-entra-a-far-parte-dellalleanza-slow-food-dei-cuochi-e-dei-pizzaioli/#respond Mon, 23 Mar 2020 08:19:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29730&preview=true&preview_id=29730 Una scelta in linea con il profilo e l’approccio della sua pizzeria verso materie prime e cultura gastronomica. Dopo l’alleanza tra produttori e cuochi italiani, sono i maestri della pizza a stringere patti di garanzia con i Presìdi Slow Food....

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Una scelta in linea con il profilo e l’approccio della sua pizzeria verso materie prime e cultura gastronomica. Dopo l’alleanza tra produttori e cuochi italiani, sono i maestri della pizza a stringere patti di garanzia con i Presìdi Slow Food. Secondo il Manifesto dei Pizzaioli dell’Alleanza, chi entra a far parte di questa rete deve rispettare regole di qualità e tradizione, utilizzare ingredienti naturali, farine di alta qualità e avere la conoscenza ed una trasparenza per la lievitazione e maturazione degli impasti.

Per tutte le pizze firmate Pupillo il filo conduttore è da sempre una fedele mappatura delle specialità gastronomiche regionali e locali. L’entrata nel progetto, dunque, non fa altro che mantenere vivo e rafforzare il patto di riconoscenza che Luca ha con il suo territorio: Pupillo Pura Pizza, infatti, è nato tre anni fa a Priverno (Lt) non come una semplice pizzeria, ma come un progetto sulla pizza e sul territorio che gli gira intorno.

La pizza, per Luca ed i suoi soci, è un giusto companatico per raccontare l’altissima qualità della materia prima del Basso Lazio e non solo. Gli ingredienti nella dispensa Pupillo arrivano da vicino: sono meno stressati e, per questo, più buoni, in quanto provengono da produttori che conoscono la propria terra. E, dove il territorio non arriva, le altre regioni vengono in aiuto con le loro specialità.

Il crescente consenso da parte del pubblico ha permesso alla pizzeria non solo di svilupparsi rapidamente inaugurando la seconda sede su Frosinone, ad un solo anno dall’apertura del primo, ma di dar vita a dei veri e proprio progetti di filiera in cui la pizzeria e Luca sono impegnati in prima linea. Ultimo, ma non meno importante, è stato il progetto di “Italiana”, la farina di tipo 1 prodotta con solo grani italiani e nata da un’idea di Luca Mastracci e dalla tenacia della Famiglia Polselli del Molino Polselli di Arce (Fr). “Nel nostro menu mettiamo sempre in chiaro la provenienza e la stagionalità dei nostri ingredienti – spiega il nuovo pizzaiolo dell’Alleanza −: sono presenti già molti presidi laziali, come “i Chiacchietegli”, una varietà di broccoletti, coltivati nella piana di Priverno, caratterizzata dal colore viola e da un sapore delicato.

L’ingresso nell’Alleanza Slow Food sarà per me e per il mio staff un’occasione di conoscenza e di valorizzazione di piccole produzioni provenienti da tutte le regioni d’Italia. Grazie al continuo lavoro di ricerca e di selezione ogni pizza si arricchisce di nuove storie da raccontare.

PUPILLO PURA PIZZA – PRIVERNO

Via Giacomo Matteotti 29
Priverno (Lt) 04015
Tel + 39 3394143148
Lunedì – Domenica  19:00 PM – 00:00 PM

PUPILLO PURA PIZZA – FROSINONE
Viale Giuseppe Mazzini 220
Frosinone (Fr) 03100
Tel + 39 331 961 0793
Cena: Lunedì – Domenica  19:00 PM – 00:00 PM

fonte: comunicato stampa

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Lezioni di pizza: la pizza in teglia di Roberta Esposito https://www.pizzaontheroad.eu/lezioni-di-pizza-la-pizza-in-teglia-di-roberta-esposito/ https://www.pizzaontheroad.eu/lezioni-di-pizza-la-pizza-in-teglia-di-roberta-esposito/#respond Fri, 20 Mar 2020 15:44:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29852&preview=true&preview_id=29852 Roberta Esposito è un’instancabile lavoratrice. Chi è stato nel suo locale lo sa. In questi giorni di riposo forzato, dopo aver preparato il menu estivo e forse anche quello per il prossimo inverno, ci ha voluto regalare la sua personalissima...

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Roberta Esposito è un’instancabile lavoratrice. Chi è stato nel suo locale lo sa. In questi giorni di riposo forzato, dopo aver preparato il menu estivo e forse anche quello per il prossimo inverno, ci ha voluto regalare la sua personalissima ricetta della pizza in teglia, da fare a casa, magari preparando l’impasto oggi che è venerdì per poter mangiare la pizza di sabato come spesso accade nella nostra società in periodi normali.

Ecco il procedimento per l’impasto:

INGREDIENTI

1 kg di farina di tipo O
750g di acqua
2 g di lievito disidratato
30 g di sale

Lasciar lievitare in frigo per almeno 24 ore.


Dopo 24 ore di lievitazione….

Ungere una teglia con olio extravergine di oliva e stendere l’impasto direttamente in teglia.

Condimenti:
Metà marinara (pomodoro San Marzano, aglio, olio extravergine, origano)
Metà con pomodoro San Marzano, burrata, olive, capperi ed olio extravergine

Infornare a 250 gradi per 20/25 minuti circa.
A fine cottura poggiare la teglia direttamente sulla base del forno per formare la crosticina.

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Franco Pepe per emergenza Covid https://www.pizzaontheroad.eu/franco-pepe-per-emergenza-covid/ https://www.pizzaontheroad.eu/franco-pepe-per-emergenza-covid/#respond Wed, 18 Mar 2020 18:27:12 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29848&preview=true&preview_id=29848 La pizzeria Pepe in Grani, che ha richiamato a Caiazzo ogni giorno –  fino a quando non è scoppiata l’emergenza covid-19 –  centinaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia e anche dal mondo, ha  chiuso i battenti ancora prima che il decreto governativo...

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La pizzeria Pepe in Grani, che ha richiamato a Caiazzo ogni giorno –  fino a quando non è scoppiata l’emergenza covid-19 –  centinaia di persone provenienti da ogni parte d’Italia e anche dal mondo, ha  chiuso i battenti ancora prima che il decreto governativo lo imponesse. 

Franco Pepe, ha deciso, però, di non spegnere la brace e non interrompere la tradizione di famiglia. Dal 1937 la legna dei forni della famiglia Pepe non smette di ardere ininterrottamente e non poteva essere diversamente anche oggi, in piena emergenza.

 Il fuoco di uno dei due forni della pizzeria rimane acceso ogni giorno per donare un pasto caldo a chi ne ha bisogno. “All’inizio di questa grande criticità – dice Pepe –, quando, per tutelare i miei ragazzi e tutti i clienti, ho deciso di chiudere ancora prima che le misure governative lo imponessero, avevo tanti panetti di pasta che non avrei utilizzato, così come tante materie prime. Per questo abbiamo panificato decine e decine di chili di pane da donare a tutti coloro che ne facevano richiesta. Abbiamo smaltito il pane, e tutto il resto, nel giro di poche ore. Ho deciso di continuare a panificare, con nuovi impasti e con un paio di ragazzi del mio staff, con le dovute precauzioni, sfornando pane e pizze per i meno fortunati. Stiamo assicurando un pasto caldo agli anziani delle case di riposo della zona e abbiamo donato pizze ai clochard nei pressi della stazione ferroviaria di Caserta, raccogliendo l’appello dell’ Associazione L’Angelo degli ultimi di Caserta, che si trova in grande difficoltà in questo momento, perché sta cercando di assicurare un pasto anche ai senza tetto. 

Faccio qui un appello: mi piacerebbe che i miei colleghi, ristoratori e chef, facessero lo stesso nelle loro città, perché la situazione di emergenza che stiamo vivendo tutti, ma queste persone ancora più di noi, ce lo impone.”

A questo link un breve video sulla serata dedicata ai senza tetto di Caserta

https://wetransfer.com/downloads/158068f29eabbec874f56d3734ce0fa520200317105505/1068bf5601077636159678a309e2090a20200317105506/315222

 

DONAZIONI PER L’OSPEDALE DI CASERTA

Il forno non si spegnerà neanche nei prossimi giorni: ogni mattina si fa il pane, i biscotti, le pizze ma contestualmente si cercano altri fondi per aiutare con più mezzi possibili la comunità del casertano.

 Franco Pepe, con il dottor Giuseppe Di Sorbo – produttore di ventilatori polmonari – e il Lions Caserta Real Sito di San Leucio, di cui Di Sorbo è socio, ha chiamato all’appello la sua rete di produttori dell’Alto Casertano, attivandosi immediatamente per donare all’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta un ventilatore polmonare e 40 mascherine facciali filtranti ospedaliere. 
Da qui l’appello a colleghi, imprenditori e volontari per poter raccogliere fondi da destinare al nosocomio di Caserta per cercare di venire incontro alle esigenze del reparto di terapia intensiva:
”Dobbiamo partire subito, è necessario – dice Pepe – . Negli anni ho rafforzato, grazie al mio lavoro, la mia popolarità, che oggi voglio mettere al servizio della mia comunità. Stiamo vivendo un momento drammatico e ciascuno deve fare la sua parte.

 Per questo ho deciso di aprire un circuito di donazione a mio nome con il sostegno e l’aiuto prezioso dell’Associazione di promozione sociale Rena Rossa, di Piedimonte Matese, sempre nell’ alto Casertano,  presieduta da Angelo Rotunno,  con una raccolta fondi che sarà attiva da domani  giovedì 19 marzo da destinare all’Azienda Ospedaliera S. Anna e S. Sebastiano di Caserta, che ha bisogno di ventilatori, mascherine, tute e tutti i presidi medici che occorrono per la gestione dei pazienti affetti da Covid-19. Ho bisogno di sostegno, in questo momento è fondamentale unirsi, e ho bisogno dell’aiuto di tutti”.

fonte: comunicato stampa

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Coronavirus, anche le pizzerie chiudono https://www.pizzaontheroad.eu/coronavirus-anche-le-pizzerie-chiudono/ https://www.pizzaontheroad.eu/coronavirus-anche-le-pizzerie-chiudono/#respond Thu, 12 Mar 2020 08:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29812&preview=true&preview_id=29812 Bar, ristoranti e pizzerie chiusi alle 18; per molti l’unica soluzione sembra fermarsi fino a data da destinarsi. Hanno provato a resistere, ad adattarsi all’ ordinanza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 relativa alle misure di contenimento del COVID19,...

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Bar, ristoranti e pizzerie chiusi alle 18; per molti l’unica soluzione sembra fermarsi fino a data da destinarsi.

Hanno provato a resistere, ad adattarsi all’ ordinanza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 relativa alle misure di contenimento del COVID19, e adottare alcune misure cautelari come: la disposizione di tavoli e sedute, riducendo il numero dei coperti, per garantire un metro di distanza tra i clienti; portare il conto al tavolo senza possibilità di pagare alla cassa; reso disponibile un gel sanificante all’ ingresso e nei bagni; dare un orario preciso ai clienti per evitare le file; offrire o anticipare l’asporto con un eventuale sconto.

Sami El Sabawy

Ci hanno provato, tantissimi pizzaioli oltre a chef e ristoratori in genere, ma con la nuova ordinanza del 10 marzo che dichiara l’intero suolo Italiano zona rossa hanno dovuto gettare la spugna. Lo hanno fatto con dignità e sofferenza, qualcuno esortando gli altri a seguire il “buon esempio” come Gino Sorbillo che ogni giorno chiude una sede.

Gino Sorbillo

Diverse iniziative locali – da Napoli alla Toscana – hanno visto pizzaioli e ristoratori far fronte comune per invitare alla chiusura totale in attesa di tempi migliori in cui poter tornare a lavorare con serenità senza esporre dipendenti e clienti a rischi.

Non mancano azioni concrete e solidali oltre che di buon senso da parte di chi è costretto a chiudere: oltre alle diverse raccolte fondi proposte da pizzerie, ad esempio, Bricks Pop Tapas a Torino ha regalato le pizze e quello che c’era in dispensa all’Amedeo di Savoia e Roberto Muscas di Gusto al 129 di Pisa ha fatte tante pizze consegnate all’ospedale Cisanello.

Mentre Franco Pepe, che ha chiuso Pepe in Grani, ha messo a disposizione di chi ne ha bisogno le materie prime e trasformato gli impasti in panetti per il pane che distribuisce gratuitamente alle persone del posto.

Franco Pepe

Ma c’è chi resiste; soprattutto chi fa pizza al taglio, come Gabriele Bonci e il suo Pizzarium di Via della Meloria, 43, che fino al 3 aprile cambia orario, dal lunedì al sabato dalle 12:00 alle 18:00, e “dedica” una pizza alla situazione: “Pijamo a Pizze il Coronavirus” con crema di patate, guanciale cotto e pesto di sedano.

Pijamo a Pizze il Coronavirus

O chi come Lievito, pizza pane o Sesamo Pizza e Cucina intensifica l’asporto e il delivery (finchè si potrà fare).

Infine c’è chi come Berberè ha deciso di chiudere ma di dare la ricetta della loro Margherita sia con la pasta madre che con il lievito di birra, ascoltando buona musica dal loro canale radio Pizza or Vinyl.

Salvatore e Matteo Aloe

Anche noi ci fermiamo, fisicamente e con le pubblicazioni di recensioni sul sito, per rispettare il difficile momento che sta attraversando l’Italia (e il mondo intero) e per il sacrificio che stanno facendo tutti, pizzaioli compresi, nel non tenere aperto e provare così a limitare il contagio. Consapevoli che il ritorno alla normalità dipende anche molto da ciascuno di noi.

Per questo vi chiediamo di essere comprensivi e resistere, anche senza le vostre pizze preferite per un po’ se necessario. Ma se proprio non riuscite a fare meno di una pizza avete sempre le nostre preziose lezioni di pizza per farla a casa con le ricette dei grandi pizzaioli!

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La pizza di Crosta a sostegno della ricerca https://www.pizzaontheroad.eu/la-pizza-di-crosta-a-sostegno-della-ricerca/ https://www.pizzaontheroad.eu/la-pizza-di-crosta-a-sostegno-della-ricerca/#respond Wed, 11 Mar 2020 06:55:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29745&preview=true&preview_id=29745 La pizza ai tempi del Coronavirus è diventata simbolo di una città e di un Paese che non si ferma e che ha voglia di reagire. All’appello non poteva mancare la pizza di Simone Lombardi: il locale in via Bellotti...

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La pizza ai tempi del Coronavirus è diventata simbolo di una città e di un Paese che non si ferma e che ha voglia di reagire. All’appello non poteva mancare la pizza di Simone Lombardi: il locale in via Bellotti dà inizio ad una raccolta fondi che prevede che per ogni pizza venduta 2 euro (1 euro aggiunto al conto del cliente e 1 dalla pizzeria) saranno devoluti all’Ospedale Luigi Sacco di Milano per sostenere la ricerca del reparto di Malattie Infettive.
Per prenotazioni, scrivete a reservations@crosta.eu

fonte: comunicato stampa

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Eataly sostiene l’ospedale Sacco con la raccolta fondi “Pizza buona 2 volte” https://www.pizzaontheroad.eu/eataly-sostiene-lospedale-sacco-con-la-raccolta-fondi-pizza-buona-2-volte/ https://www.pizzaontheroad.eu/eataly-sostiene-lospedale-sacco-con-la-raccolta-fondi-pizza-buona-2-volte/#respond Mon, 09 Mar 2020 07:45:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29740&preview=true&preview_id=29740 Dal 9 al 31 marzo le dieci Pizzerie di Eataly si fanno promotrici di una raccolta fondi a sostegno dell’Ospedale Sacco di Milano, una risposta attiva e partecipe nei giorni dell’emergenza Covid-19. Nelle pizzerie Eataly di tutta Italia, dal 9 al...

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Dal 9 al 31 marzo le dieci Pizzerie di Eataly si fanno promotrici di una raccolta fondi a sostegno dell’Ospedale Sacco di Milano, una risposta attiva e partecipe nei giorni dell’emergenza Covid-19. Nelle pizzerie Eataly di tutta Italia, dal 9 al 31 marzo parte il progetto di raccolta fondi “Pizza buona 2 volte”per ogni pizza venduta Eataly devolverà 1 euro all’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, impegnato in prima linea sull’emergenza coronavirus in Italia. La donazione verrà impiegata per l’acquisto di attrezzatura necessaria ai reparti maggiormente impattati dalla contingenza attuale, cioè le Unità Operative di Malattie Infettive, del professor Massimo Galli e del dottor Giuliano Rizzardini e di Terapia Intensiva del dottor Emanuele Catena.La pizza Eataly, caratterizzata da farine biologiche, 50 ore di lavorazione e alta idratazione e leggerezza, nei giorni dell’emergenza Coronavirus diventa anche simbolo della volontà e del bisogno di reagire condiviso tra cittadini e imprese. Nicola Farinetti, Amministratore Delegato di Eataly, commenta: Pizza buona 2 volte è il nostro modo per reagire a questa situazione molto seria. Abbiamo voluto pensare ad una piccola ma possibile soluzione che fosse alla nostra portata. La buona pizza è uno dei simboli della nostra cultura enogastronomica e mangiarla fa parte della nostra tradizione. Adesso questa buona pizza è buona 2 volte perché fa anche del bene all’ospedale Fatebenefratelli-Sacco. Speriamo che ci restituisca anche un po’ di serenità e fiducia.”L’iniziativa “Pizza buona 2 volte” sarà attiva in tutti i ristoranti “Pizza&Cucina” all’interno degli store Eataly di Milano Smeraldo, Torino Lingotto, Roma Ostiense, Pinerolo, Genova, Trieste, Firenze, Piacenza, Forlì e Bari. 

fonte: comunicato stampa

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Nuova apertura a San Giorgio a Cremano di Tonino Salvo https://www.pizzaontheroad.eu/nuova-apertura-a-san-giorgio-a-cremano-di-tonino-salvo/ https://www.pizzaontheroad.eu/nuova-apertura-a-san-giorgio-a-cremano-di-tonino-salvo/#respond Fri, 06 Mar 2020 07:40:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29720&preview=true&preview_id=29720 A Portici la pizza nasce da ingredienti semplici e da una scuola antica che nel tempo, solo dalle nostre parti, ha saputo divenire scuola, e tramandarsi di generazione in generazione. Ad esempio Antonio e Sebastiano Salvo rappresentano la quarta generazione...

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A Portici la pizza nasce da ingredienti semplici e da una scuola antica che nel tempo, solo dalle nostre parti, ha saputo divenire scuola, e tramandarsi di generazione in generazione. Ad esempio Antonio e Sebastiano Salvo rappresentano la quarta generazione di una attività di pizzaioli in espansione: «Iniziando a lavorare giovanissimi con nostro padre Giuseppe, abbiamo respirato il valore dei sacrifici fatti solo per passione. Nel 1998 abbiamo aperto al corso San Giovanni a Teduccio, scommettendo su una piazza all’epoca al di fuori del circuito gastronomico tradizionale e meno nota al pubblico. Da allora ci vengono a far visita in tantissimi, non solo da Napoli, ma anche da tutta la Campania. Siamo orgogliosi di avere riscoperto per primi questa zona anche se antecedentemente a noi, c’era nostro nonno Antonio a “Croce del Lagno”, esattamente nel 1975, vicinissima alla Marina che porta al lungomare partenopeo, che pullula di pizzerie di tradizione». Di recente i due fratelli hanno così aperto, con la collaborazione di Giuseppe Salvo, una nuova pizzeria a Portici, in piazza San Ciro, “Da Tonino Salvo”, nelle prossimità di uno dei quartieri storici più amati della città e a due passi dalla fantastica cornice del lungomare del Granatello. I fratelli Antonio e Sebastiano, dopo diversi anni di successi con la loro pizzeria di San Giovanni a Teduccio e la nuova apertura a Portici, con la collaborazione del cugino Giuseppe, nel 2020 sono arrivati a San Giorgio a Cremano, in quello che fu in piazza Vittorio Emanuele. Quindi imboccando una strada che premia un progetto ambizioso come il loro, ovvero il porre al centro di tutto la pizza, hanno avuto un riscontro positivo e crescente, diventando di conseguenza una proposta degna anche di un percorso di degustazione, e basandolo su una forte innovazione, che non disdegna il rispetto del passato come nell’uso dell’autentico “fucone” per friggere le pizze fritte, davanti a tutta la clientela, corroborando la fame e facendo venire l’acqualina in bocca come si suol dire. Per molti tale è l’immagine autentica del tempo andato: «E ciò veniva fatto proprio dalla nostra bisnonna Anna Grasso con il fatidico metodo della “pizza d’otto a oggi”, ovvero consumare una bella pizza calda all’istante ed avere la comodità di pagarla dopo 8 giorni». Il loro intento resta quindi quello di rispettare profondamente la tradizione e la semplicità dell’autentica pizza napoletana: «Selezioniamo una per tutte le materie prime, che usiamo per comporre un menù di qualità senza prodotti industriali, comprando ogni singolo prodotto dall’artigiano che lo prepara con sacrificio e duro lavoro quotidiano». Ed ecco che la pizzeria “Da Tonino Salvo” rappresenta un concentrato di tradizione e innovazione, capace di rielaborare in chiave contemporanea il concetto della pizza senza tralasciare l’impronta di italianità che questa porta con sé da quasi un secolo.

fonte: comunicato stampa

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La Tambra, Pizzapan in quota https://www.pizzaontheroad.eu/pizzapan-la-tambra-arabba/ https://www.pizzaontheroad.eu/pizzapan-la-tambra-arabba/#respond Thu, 05 Mar 2020 09:00:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29609&preview=true&preview_id=29609 La Tambra, un rifugio in stile tirolese proprio davanti agli impianti di risalita di Arabba, sulle Dolomiti Bellunesi, ci ha riservato una bella sorpresa: il Pizzapan, pan focaccia a metà tra la pala romana e il “ciccio” pugliese condito con...

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La Tambra, un rifugio in stile tirolese proprio davanti agli impianti di risalita di Arabba, sulle Dolomiti Bellunesi, ci ha riservato una bella sorpresa: il Pizzapan, pan focaccia a metà tra la pala romana e il “ciccio” pugliese condito con prodotti montani e non solo.

Quattro giorni in Veneto sulla neve, tra funivie, seggiovie, motoslitte e gatti delle nevi per arrampicarci tra malghe e rifugi, godere di panorami pazzeschi e formaggi d’alpeggio, imparare qualcosa sulle pagine più dolorose della Grande Guerra e innamorarsi di questo (ampio) angolo di Dolomiti. Un duro lavoro, vi assicuro! E poi, quando meno me l’aspettavo, è comparsa anche la pizza.

O meglio il Pizzapan, un godibilissimo incrocio tra una pizza alla pala e una focaccia che fa da base a condimenti gustosi con prodotti tipici di questa parte montana del Veneto ma anche di altre zone d’Italia.

L’ho trovato all’Ütia la Tambra, un ampio rifugio al Passo Campolongo – a 1875 metri d’altitudine proprio davanti agli impianti di risalita di Arabba, uno dei principali centri turistici invernali delle Dolomiti parte del comprensorio Dolomiti Superski e crocevia dei circuiti ciclistici ai piedi del Pordoi – realizzato nel 2016 con un bellissimo lavoro di recupero di legni “vissuti” provenienti da malghe e rifugi ladini (la famiglia dei titolari è originaria di Corvara se non ho capito male) per decorare gli accoglienti interni garantendo comfort e fascino.

Il menu prevede soprattutto i classici montanari – crostini con speck contadino, zuppa d’orzo ladina, gulasch di cervo con polenta, spätzle e canederli, costata di manzo dry aged e il mio amato “uova, speck e patate” – e poi appunto il “Pizzapan”: una sorta di pizza alla pala alta e ariosa, che a prima vista potrebbe ricordare la pinsa romana ma si rivela poi altrettanto leggera ma dalla texture un po’ diversa, più simile a quella di una focaccia “moderna”.

“Usiamo farine locali e una lunga maturazione” spiega Davide Dalponte, il giovane titolare a cui chiedo come sia nata l’idea di proporre proprio questo tipo di pizza sulle Dolomiti. “All’inizio lavorava da noi una pizzaiola di Polignano”, mi racconta, “Che ha cominciato a fare il “Ciccio”, la tipica pizza bianca pugliese, riscuotendo successo. Allora ci è venuto in mente di condirlo con prodotti locali, ma non solo, per proporre qualcosa di diverso che fosse buono, veloce, semplice da mangiare anche condividendolo al tavolo tra una sciata e l’altra”.

E’ nato così il menu del Pizzapan, davvero vario, da cui noi abbiamo assaggiato quasi tutto.

A me è piaciuto molto – anche perché era del tutto nuovo – quello con il pastin artigianale tartufato (la “salsiccia aperta” di manzo e maiale mangiata cruda e condita, squisita) ma ho apprezzato particolarmente anche quello con la culatta di Lagrimone e burratina affumicata, un mix semplice ma eccellente.

Buono – anche se l’accostamento non rientra tra i miei preferiti in generale – anche quello con salmone marinato in casa, stracciatella e granella di pistacchio e anche il super classico con pomodoro, mozzarella di bufala D.o.p. e basilico.

Ero scettica, invece, su quello con mozzarella, porchetta di Ariccia, rucola e caciocavallo ma una volta assaggiato mi sono dovuta ricredere: delizioso, con i sapori intensi ma non invadenti.

Mi è rimasta invece la curiosità per quello con pomodoro, ‘nduja calabrese e cipolla rossa che non abbiamo provato, anche perché a furia di assaggi nonostante la leggerezza dell’impasto stavo letteralmente scoppiando.

E infatti ho rinunciato anche allo strudel – in alternativa alla “chiacchiera rosa” con crema pasticciera preparata in occasione di san Valentino – che sembrava davvero interessante. Ottimi motivi per tornare, magari anche d’estate per qualche bella passeggiata sulle Dolomiti.

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Diego Vitagliano raddoppia il gluten free https://www.pizzaontheroad.eu/diego-vitagliano-raddoppia-il-gluten-free/ https://www.pizzaontheroad.eu/diego-vitagliano-raddoppia-il-gluten-free/#respond Wed, 04 Mar 2020 08:26:00 +0000 https://www.pizzaontheroad.eu/?p=29668&preview=true&preview_id=29668 Diego Vitagliano raddopia il senza glutine. Le pizze con impasto gluten free realizzato da Sara Palmieri, già presenti nel locale di Bagnoli, arrivano anche presso 10Pizzeria di Pozzuoli. E domenica 5 aprile Sara parteciperà alla Città della Pizza di Roma.Le...

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Diego Vitagliano raddopia il senza glutine. Le pizze con impasto gluten free realizzato da Sara Palmieri, già presenti nel locale di Bagnoli, arrivano anche presso 10Pizzeria di Pozzuoli. E domenica 5 aprile Sara parteciperà alla Città della Pizza di Roma.Le pizze e i fritti senza glutine che arrivano nel locale di Pozzuoli sono gli stessi già presenti in carta nella pizzeria di Napoli: 16 pizze, 2 fritti e 2 ripieni. Stessi impasti e stessi topping.Il menu delle pizze mantiene le tre categorie tanto care a Diego Vitagliano, che le utilizza per tutti i suoi menu: le ‘marinare’, le ‘margherite’ e le ‘altre pizze’, che sarebbero le rivisitate e quelle che guardano all’intera tradizione culinaria napoletana e non solo. Tra le pizze senza glutine, oltre ai grandi classici, spiccano la Genovese (con ragù napoletano, carne sfilacciata, fior di latte di Agerola, Grana Padano, basilico riccio napoletano, olio evo), la 4 Casi Campani (con provola, carmasciano, petali di Grana, ricotta, pomodorini
semidried, basilico, olio evo) e la Patasiccia (con provola, cervellatine di suino, patate al forno, basilico riccio napoletano, Grana Padano, olio evo).

Sara Palmieri, classe ’95, irpina d’origine e napoletana di adozione, inizia a lavorare nel mondo della pizza cinque anni fa come cameriera nel locale gestito dal fratello. Dopo aver scoperto la celiachia e, mossa dalle sue esigenze alimentari, ha intrapreso uno studio sugli impasti che ha messo a disposizione di tutti quelli che, come lei, hanno le stesse restrizioni alimentari.La svolta professionale arriva nel 2016, quando si classifica terza sul podio del Campionato Mondiale della Pizza di Parma. Arrivano poi le esperienze all’estero, prima a Parigi e poi in America, fino all’ottobre del 2018, quando Diego Vitagliano la chiama con sé e le affida la gestione degli impasti senza glutine nelle sue pizzerie.Nel 2019, Sara vince il Premio D’Amico 50 Top Pizza per la miglior proposta senza glutine e ad oggi le sue pizze, studiate nei topping insieme a Diego, sono considerate tra le migliori a livello nazionale (e non solo).

10Pizzeria Diego Vitagliano – Napoli (Bagnoli)
via Nuova Agnano 1, 80125 Napoli
T. 081.18581919
Orari: 12.30/15.30 – 19.30/00.00 (lun – dom)10Pizzeria Diego Vitagliano – Pozzuoli
via Campi Flegrei 13, 80078 Pozzuoli (NA)
T. 081.18244808
Orari: 12.30/15.30 – 19.30/00.00 (lun – dom)

fonte: comunicato stampa

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