
- Autore: luciana squadrilli
- Data: 14 Luglio 2025
- Categoria: Eventi, Pizzaioli
Gli Zero d’Avanguardia alla Festa del Raccolto 2025: i nuovi nomi e i premiati
Pizzaioli, panificatori e pasticceri parte del movimento che unisce la filiera del grano sono stati tra i protagonisti dell’evento di Molini Fagioli.
Tra i protagonisti della Festa del Raccolto non potevano mancare naturalmente gli Zero d’Avanguardia, la rete di professionisti che condividono con Molini Fagioli la visione di filiera consapevole e che utilizzano esclusivamente farine OIRZ, alcuni dei quali abbiamo raccontato nel dettaglio con il progetto Avanguardia On The Road.

È stato il presidente Salvatore Vaccaro a dare il benvenuto agli oltre 30 nuovi ingressi nel movimento, ricordando: “Essere Zero d’Avanguardia è una scelta consapevole: significa impegnarsi ogni giorno per promuovere una cultura del grano che mette al centro una filiera virtuosa, trasparente e al 100% umbra. Siamo orgogliosi di vedere il movimento crescere, perché significa che stiamo costruendo qualcosa di solido e condiviso”.
Ad alcuni dei membri già consolidati, invece, sono stati assegnati gli Zero d’Avanguardia Award, che riconoscono chi si è distinto per la capacità di rappresentare e diffondere la filosofia OIRZ con coerenza, energia e visione.

Il premio Ambasciatore della Filiera è andato a SDH, per il ruolo strategico nella distribuzione della farina OIRZ e per l’impegno costante nel trasmettere il valore del progetto. Il Vecchio Granaio di Umbertide è stato nominato Custode della Filiera, per la capacità di promuovere attivamente, ogni giorno, cultura e valori legati al residuo zero. Mentre il premio Zerogrammer 2025 – La voce dei social, attribuito per la comunicazione creativa, coinvolgente e identitaria, è andato ad Andrea Sartoni de L’Orto del Cigno a Firenze e ad Alessandro Guerriero della Pizzeria I’Regolo a San Piero a Sieve.
La festa, e le pizze
E se in chiusura il maestro panificatore Giuliano Pediconi ha ricordato i prossimi appuntamenti al Fagioli LAB a cominciare dal nuovo ciclo di “Ricette Capovolte”, la serata è proseguita con la vera e propria festa: musica dal vivo, brindisi e assaggi di vini, birre e prodotti locali, cocktail (in collaborazione con la Florence Cocktail Week) e soprattutto i prodotti preparati e sfornati da alcuni Zero d’Avanguardia: dalle pappardelle al ragù d’oca del Vecchio Granaio ai tanti pani di Spoto Bakery, e poi tantissime pizze.

Tra le altre, ecco qualche assaggio.
La strepitosa “focaccia romana” – ma con aggiunta di grasso di maiale nell’impasto, a renderla saporita e croccante – con la mortadella di Daniele Campana, che dalla Calabria sfida la tradizione capitolina.

La pizza in tre cotture – fritta, poi alla brace e affumicata con legno di ciliegio e infine al forno – dei ragazzi di Tre Pomodori a Civitavecchia, con sugo ristretto di pomodoro alla civitavecchiese, pesto di aglio orsino, crema di aglio nero, composta di piennolo del Vesuvio, origano di Salina e alici del Cantabrico.

La pinsa a focaccia con farina 100% OIRZ e una piccola aggiunta di liquirizia – omaggio alla Calabria, sua regione d’origine, come anche per le alici – di Tony Scalioti da Anagni, con la base focaccia condita con fiore di zucca a crudo con olio al bergamotto, stracciatella e alici salate.
La pizza “predessert” di Domenico Aiello da Petilia Policastro, con impasto a base di OIRZ Creativa con una polentina di farine di castagne tostate che accoglieva un topping dolce-salato di ricotta mantecata con cannella e vaniglia, porcino scottato alla soia, maionese di liquirizia, caramello alla polvere di porcini e corallo di aglio olio e peperoncino.

Lorenzo Carletti, del ristorante pizzeria Il Contado nella Tuscia Viterbese, ha proposto tra le altre cose una Amatriciana con impasto di stampo napoletano a base di farina Creativa OIRZ con impasto di riporto, condita con pomodorino datterino, fiordilatte di Agerola e guanciale di una norcineria della Tuscia.

Alessandro Guerriero de i’ Regolo ha proposto uno dei suoi ottimi impasti, in questo caso il padellino (da biga a base di Oirz Creativa) con vitello tonnato e fiori di cappero, e la Contemporanea in versione Margherita.

Claudio Api, dell’Arnia del Cuciniere a Falconara Marittima, ha proposto una pala romana con impasto a base di Creativa Oirz, farina integrale, orzo e cruschello condita con una base di pomodoro e alici del Mar Adriatico fresche e marinate da lui, paccasassi (finocchio marino), zolle d’aglio e prezzemolo al limone.

E poi, quelle sfornate in maniera estemporanea e senza sosta dalla “coppia” – formatasi per l’occasione, visto che i pizzaioli dividevano i forni – composta da Augustarello Betti di Mokaloka a Roma e Nicolò Baleani di Brutti ma Buoni a Osimo, di cui abbiamo assaggiato la salsiccia e provola e la focaccia a lievito madre con impasto 100% Oirz (Creativa e Virtuosa) condita con insalatina misticanza, prosciutto crudo, cipolla bruciata e uova.

E per finire, c’erano tanti dolci da forno e i babà spugnati al momento nello sciroppo al rum di Mario Di Dato.
I successi del Movimento
Proprio durante la mattinata, è arrivata anche la notizia che il Movimento Zero d’Avanguardia ha in qualche modo “conquistato” la classifica della guida 50 Top Pizza – In Viaggio in Italia : tre dei primi quattro locali in classifica – Frumentario di Alessandro Santilli (1° posto), Campana Pizza in Teglia di Daniele Campana (3° posto) e Lievito di Francesco Arnesano (4° posto) – fanno infatti parte della rete di professionisti, interpretando con originalità e coerenza il mondo della pizza in pala e in teglia.
“Per il Movimento Zero d’Avanguardia è motivo di grande orgoglio e soddisfazione vedere che tre dei primi quattro classificati nella classifica di 50 Top Pizza – In Viaggio fanno parte del nostro gruppo e utilizzano le farine OIRZ– afferma Salvatore Vaccaro, presidente del movimento – È un risultato che premia non solo il loro talento, ma anche il percorso che stiamo costruendo insieme, fondato sul confronto, sulla crescita e sulla condivisione. Le nostre farine, trasformate con consapevolezza e competenza, sono alla base di un prodotto finale che merita il giusto riconoscimento, che rappresenta una visione comune: prodotti di qualità profondamente legati a un’idea precisa di artigianalità. Questo risultato non è un traguardo: è un passo ulteriore nella direzione che abbiamo scelto di percorrere insieme. Fa bene al movimento, ai singoli progetti e, più in generale, a tutto il mondo della pizza in teglia italiana.”




