
- Autore: luciana squadrilli
- Data: 26 Giugno 2023
- Categoria: I luoghi della pizza, Recensioni
La Balmesina, la pizza italiana a Barcellona
Gli expat non hanno dubbi: la migliore pizza italiana nella città catalana si mangia alla Balmesina, il locale in Carrer de Balmes aperto da tre amici veneti
Mi sono concessa qualche giorno di vacanza a Barcellona e tra serate al Sonàr, cene, camminate, incontri con amici e visite culturali, ho pensato che non potesse mancare anche l’assaggio di una pizza. A dir la verità avevo iniziato a ragionarci già prima di partire: la scelta ideale sembrava essere Sartoria Panatieri, premiatissimo indirizzo cittadino. Ma, non volendo obbligare come al solito i miei compagni di viaggio a venire con me in pizzeria, avevo dovuto desistere perchè non accettano prenotazioni per una persona sola. E poi, a essere sincera, sentendo alcuni pareri autorevoli – da pizzaioli italiani ad amici trasferitisi qui – mi sembrava di capire che la fama di questo locale non fosse proprio del tutto giustificata, perlomeno per i canoni nostrani.
Addio pizza a Barcelona? Giammai! Ci ha pensato un’amica che vive qui da molto tempo e che conosce bene la materia: pensavo di essere fortunata a vederla per un caffè ma quando mi ha proposto un pranzo da La Balmesina non ci ho pensato un attimo e l’ho raggiunta in Carrer de Balmes 193.
Il locale – accogliente e abbastanza ampio, almeno per gli standard italiani – è stato aperto ormai qualche anno fa da tre amici italiani che dal Veneto sono arrivati a Barcellona con le idee chiare: Alessandro Zangrossi, Massimo Morbi (il pizzaiolo, addetto a impasti e condimenti) e Mattia Ciresola, sommelier che però oggi ha una posizione più defilata anche se continua a seguire da vicino il locale e soprattutto la selezione dei vini, con grande attenzione alle etichette “naturali” (se pensate che in Italia sia una moda, in Spagna è ormai un fenomeno diffuso e consolidato, con ottime bottiglie).


Classificatasi prima nella categoria Mejor Pizza Napoletana de España al concorso Madrid Fusión 2021, la pizza de La Balmesina è una napoletana atipica ma molto piacevole: farine bio (metà italiana, metà spagnola con una piccola percentuale di farro), lievito madre, maturazione lenta (nel mio caso appena sfuggita di mano per via del cambio improvviso delle temperature) e cottura sapiente danno luogo a un disco soffice e per nulla gommoso, dal cornicione abbastanza pronunciato, con una consistenza appena più “panosa” e “sbriciolosa” (scusate, non so trovare termini più tecnici per spiegarmi e forse era dovuto alla maturazione spinta, perché nelle foto che vedo in giro mi sembra un po’ diverso) rispetto alle “nostre” pizze contemporanee ma per nulla spiacevole o pesante. Comunque, decisamente promosso. I condimenti sono piuttosto classici ma alcune pizze hanno interessanti accenti local e soprattutto sono realizzate con i prodotti di piccoli artigiani e coltivatori locali.
Il menu della sera prevede qualche assaggio “para compartir” (dal vitello tonnato alla focaccina con jamón ibérico de bellota e burrata) e 16 pizze, con prezzi dai 10 ai 15 euro; a pranzo invece niente antipasti e un “menu pizza” che parte da 13.90 euro (12.90 per la Margherita) e include anche bevanda è caffè, oppure il tiramisù con un sovrapprezzo di 2,8€. Alcune pizze più elaborate hanno un sovrapprezzo che va da 1 euro a 3,2 euro (abbiamo notato che a Barcellona i prezzi “dispari” sono la norma: non so se perchè applichino le tasse o nientedimeno ancora la conversione dalle pesetas senza arrotondare).
I nostri assaggi

Noi assaggiamo senza indugio una ottima Margherita – con Parmigiano e basilico, evviva – e ordiniamo su mia richiesta la pizza più spagnola del menu: la squisita Pimiento y Anchoas (+2,5 euro) con mozzarella di bufala, peperone rosso escalivado (grigliato, affumicato e condito), pomodorini, alici del Cantábrico e olio al basilico.


Poi, visto che siamo entrambe golose e curiose (o meglio, la mia compagna di tavolo sa che io lo sono) chiediamo a Massimo di scegliere lui una terza pizza da farci assaggiare. Ci arriva esattamente quella che avevo adocchiato: la Farra (+3,2 euro) con mozzarella, stracchino di Pinullet (rinomato caseificio urbano), salsiccia Cal Rovira (idem, macelleria), asparago verde, cipollotto, pepe nero e basilico. Se pensate che fosse pesante, be’ per nulla! Davvero ottima ed equilibrata, ne avrei mangiata anche una intera.
Interessante notare che in menu sono segnalate le pizze vegetariane (la metà) e quelle piccanti (due, con chorizo o nduja) ma che si possono richiedere anche pizze vegane condite con MÖZZA, mozzarella vegana a base di mandorla.




