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Città della Pizza

La Città della Pizza, il tour parte da Vicenza

Si è conclusa la prima tappa del tour 2024, ospitata da Eccellenza nella Pizza, che vedrà i finalisti sfidarsi a Roma all’interno di Vinòforum a giugno al Circo Massimo. Ecco chi ha passato le selezioni! Prossimi appuntamenti a Torino e Milano.

È partita da Vicenza la caccia ai talenti della pizza, con il nuovo format de La Città della Pizza che – dopo il successo dello scorso anno – per quest’edizione vede una tappa in più e un finale diverso.

Lunedì siamo stati (chi scrive fa parte degli autori e della giuria, insieme a Luciano Pignataro) dunque in Veneto, regione dove da diversi anni si registra un grande fermento a riguardo a cominciare dalla presenza “illuminante” di Simone Padoan e Renato Bosco. A ospitare la giornata, la bella sede dell’associazione Eccellenza nella Pizza da cui ero stata già qualche mese fa proprio per assistere a una lezione di Simone Padoan.

La prima delle sei tappe, che attraverseranno tutto lo stivale, ha visto gareggiare 24 pizzaioli provenienti da tutto il Nord Italia (con una defezione last minute). Nella mattinata, i concorrenti si sono “battuti” preparando una pizza tradizionale: Marinara o Margherita, utilizzando i prodotti degli sponsor (pomodoro Cirio Alta Cucina, mozzarella di Gioia del Colle Gioiella e farina per spolvero Casillo), se pure con una certa elasticità nell’intendere il concetto di “tradizione”: abbiamo visto Marinare con alici, olive, crema di basilico o pomodorini arrostiti e così via, ma sempre restando legati al concetto di base.

I 12 i pizzaioli (dovevano essere 10 ma ci sono stati due ex aequo) che hanno avuto accesso alla manche pomeridiana hanno invece presentato alla giuria – che si è ampliata, vedendo oltre al contributo “tecnico” di Gugliemo Vuolo e Antonio Pappalardo anche la giornalista Giulia Gavagnin e il tecnico della Fondazione EvooSchool Elia Del Pizzo che ha valutato l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva – una propria pizza “cavallo di battaglia”.

Città della pizza

A vincere – accedendo così alla tappa romana – sono stati Maria Falcone della Pizzeria Maxim (Padova) con la sua “Pasta e Patane” preparata con Crema di Patate, Fior di Latte, Pancetta pepata, Provola affumicata, Basilico, Olio evo del Garda, e Mattia Rubin della Pizzeria Grigoris (Mestre) con la “Meravigliosa” a base di Hummus, Misticanza, Tartare di 7 Verdure, Semi Tostati di Zucca e Girasole, Lievito secco, Fiori edibili (nella foto di apertura). Terzi e quarti, con la possibilità di partecipare alla finale tramite ripescaggio nazionale, anche Catello Buononato (Catello Pizzeria – Monticello Conteotto) e Antonio Acampora (Pizzeria Da Angelo – S.Vito di Luzzano).

Personalmente, oltre che dall’impasto di Catello – e dalle pizze dei vincitori – io sono stata colpita anche da almeno un altro paio di proposte e di pizzaioli, di cui ho apprezzato talvolta il lato organolettico, altre la “creatività” e altre ancora il savoir-faire. Così, mi sono appuntata per esempio il nome di Fattore F a Vicenza – in gara con ben tre tra titolari e collaboratori, e pensalizzati dagli impasti contemporanei molto interessanti ma poco adatti a mettere in risalto le competenze “di base” della prima fase della sfida – che mi era anche stato consigliato da un collega di cui mi fido; la pizzeria Cuomo di Thiene, la Ciaciona di Bussolengo e la pizzeria City di Treviso. E mi ha fatto piacere rivedere due concorrenti delle passate edizioni – Ignazio Motisi e Tanase Marius Negoita – che dimostrano determinazione e voglia di mettersi in gioco.

E poi, come sempre, pur se impegnativa la giornata è stata ricca di stimoli, scoperte e conoscenze: in particolare, per me è davvero una grande occasione potermi confrontare con pizzaioli bravissimi da cui imparare tanto sull’argomento, e ho apprezzato davvero molto il garbo di Vuolo e Pappalardo, anche verso qualche concorrente un po’ in difficoltà. Il prossimo appuntamento? A Torino, sotto la Mole! La tappa è già al completo ma sono aperte le iscrizioni per Milano.


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