
- Autore: luciana squadrilli
- Data: 14 Luglio 2025
- Categoria: Eventi
La Festa del Raccolto 2025 di Molini Fagioli
In Umbria, due giornate per celebrare la terra, il grano e la filiera OIRZ. Ma anche per riunire agricoltori e professionisti, e per festeggiare tra pizza, dolci, vino e musica.

È stato un momento di festa condiviso, ma anche di riflessione su tematiche importanti – a cominciare da quelle dell’agricoltura, che riguardano da vicino tutti noi – e di confronto, oltre che di incontro conviviale: la quinta edizione della Festa del Raccolto di Molini Fagioli, ospitata tenuta lunedì 7 e martedì 8 luglio nell’affascinante spazio di Borgo di Celle e poi nei vicini campi umbri della campagna di Città di Castello, ha ritrovato una dimensione più intima e raccolta dopo il grande evento di piazza dello scorso anno, per tornare a parlare con (e far parlare tra loro) i protagonisti stessi del progetto: agricoltori, pizzaioli, panificatori, pasticceri. Una vera famiglia, che cresce sempre di più.












La famiglia di Molini Fagioli e i campi sperimentali
“Ogni anno è un’emozione incontrarci: cinque anni fa eravamo una trentina di persone e oggi siamo oltre 150, tra distributori e professionisti da nord a sud”, ha sottolineato Daniele Belletti, Direttore Commerciale Molini Fagioli, aprendo il talk che ha dato il via ufficiale alla Festa del Raccolto 2025 dopo il saluto del Sindaco di Città di Castello Luca Secondi, a testimonianza del rapporto vero e profondo che lega il progetto al territorio umbro. “La Festa del Raccolto è il nostro modo per celebrare e valorizzare la nostra idea di agricoltura. È un momento di incontro, ma anche di bilancio. Per Molini Fagioli significa ritrovarsi insieme alla sua “famiglia” per condividere un percorso che parte dalla terra, conservando la tradizione dell’agricoltura umbra e puntando alla qualità, all’innovazione e al futuro del territorio stesso”, ha proseguito Belletti che poi, a fine incontro, ha presentato tutti i pilastri interni del progetto aziendale. Tra cui molti giovani: da Leonardo Figna, Direttore di Stabilimento, a Norma Di Liberto che si occupa del marketing.

È stato invece Daniele Paci, agronomo e responsabile dei campi sperimentali di Molini Fagioli, a riassumere l’anno agricolo 2024–2025 – dalla semina invernale alla Festa della Fioritura primaverile, in un ciclo continuo di lavoro tra sfide climatiche, gestione del suolo e agricoltura predittiva – e i tasselli principali del costante work in progress dell’azienda: in primis, i risultati ottenuti dai campi sperimentali di località Casa del Diavolo, alle porte di Perugia, dove in collaborazione con SIS-Società Italiana Sementi, sono state scelte 18 varietà di grano tenero per testarne resistenza, adattabilità pedoclimatica e qualità molitoria.




L’obiettivo è individuare quelle più adatte a sostenere una filiera virtuosa e a residuo zero nelle colline umbre. “Per avere farine di qualità ci troviamo davanti a due strade possibili: fare qualità nel molino o fare qualità già in campo. In questo secondo caso è molto più costoso e difficile, ma possiamo parlare di una filiera vera”. E così, dalle sperimentazioni su oltre 1000 ettari di terra con le diverse varietà selezionate, e dall’incontro tra agronomi, agricoltori e altre figure professionali, possono nascere nuove farine eccellenti in una regione come l’Umbria poco idonea a fare quantità ma sicuramente vocata alla qualità.
Un nuovo progetto: “Coltiviamo insieme agli agricoltori”
La Festa del Raccolto 2025 è stata anche l’occasione per lanciare ufficialmente il nuovo progetto Coltiviamo insieme agli agricoltori, che vuole dare voce a uno dei valori fondamentali di Molini Fagioli: il riconoscimento concreto del lavoro degli agricoltori, primi custodi del territorio.
Il progetto si rivolge direttamente a pizzaioli, panificatori, pasticceri e ristoratori che scelgono di utilizzare le farine OIRZ – Origine Italia a Residuo Zero, invitandoli a comunicare in maniera efficace e visibile la loro scelta – che è insieme qualitativa ed etica, agricola e territoriale – e il loro supporto al lavoro di chi coltiva il grano alla base delle farine che usano, attraverso strumenti di comunicazione pensati ad hoc, dai vasi di grano brandizzati ai cavalierini informativi. Al centro della campagna, un claim semplice ma efficace e diretto: “Scelgo le farine OIRZ. Difendo la terra. Sostengo chi la lavora”.
Insomma, mangiare un certo tipo di pizze – o di dolci – aiuta realmente a coltivare la terra, rispettandola: e per rendere bene l’idea, ci vuole circa 1 metro quadro di terra per fare due (ottime) pizze.
Valori che sono ben chiari ai membri del movimento Zero d’Avanguardia, che è stato protagonista di un altro momento della giornata e della festa seguente, che vi raccontiamo nel dettaglio qui.
La mietitura OIRZ: dal campo al pane
Il giorno seguente, la Festa del Raccolto 2025 si è spostata tra le spighe dei campi sperimentali di Casa del Diavolo, a poca distanza da Borgo di Celle, dove viene coltivato e raccolto il grano OIRZ: proprio qui, sulla terra dove nasce il grano da cui si ottengono le farine che utilizzano tutti i giorni, i pizzaioli, panificatori e pasticceri hanno approfondito alcune tematiche agricole e qualitative con Daniele Paci e il proprietario del campo, in rappresentanza dei 95 agricoltori umbri che partecipano alla filiera OIRZ.








Tornati a Borgo di Celle, una ricca colazione contadina in cui spiccavano i pani realizzati da Giuliano Pediconi con alcune nuove farine presentate in anteprima anche con una “masterclass” tecnica – lo spezzato di segale e quella, strepitosa, di orzo tostato che si può usare anche per fare crema pasticcera e molto altro – ha chiuso in bellezza la due giorni dedicata a una comunità agricola ealimentare autentica, fondata su valori condivisi, responsabilità e visione.




