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L’asporto di “O’ Fiore Mio”

O’ Fiore mio parte con l’asporto a Faenza, Bologna e Milano (da oggi).

O’ Fiore Mio è una delle mie pizzerie del cuore! Nei nostri viaggi durante la stesura del libro “La buona Pizza” siamo state accolte a Faenza in una fredda e cupa giornata di novembre, riscaldata da tante piccole attenzioni e ottime pizze.

A causa del lockdown hanno chiuso, solo a Faenza, un po’ dopo l’ordinanza governativa. Qui ha sede il loro Hub, e hanno improvvisato l’asporto per smaltire il materiale e non buttarlo via.

“Abbiamo deciso di chiudere il 22 marzo per educare le persone a rispettare le regole. Molti clienti venivano a comprare il pane ogni mattina, piccole quantità per un pane che resiste tranquillamente una settimana: con una grande pagnotta si può andare avanti 7 giorni ma l’acquisto era una scusa per uscire. Inoltre c’era una grande dispersione di energia da parte nostra e non ne valeva la pena” ci racconta Davide Fiorentini.

Fino al 5 maggio sono stati fermi, o meglio, se i dipendenti sono stati messi in cassa integrazione, Davide ha lavorato più di prima: ”È stato un mese di grande lavoro mentale. Ho iniziato a elaborare nuove idee come quella di pensare una scatola per l’asporto che possa contenere una bevanda o un dolce, per ampliare, per esempio, l’offerta della colazione. E poi c’era il lavoro in laboratorio, i test su pane, padellino e teglia ma anche rinfrescare il lievito madre quasi ogni giorno con cui, con gli scarti, ho iniziato a fare piadine che ci siamo mangiati con gusto! Piadine che potremmo inserirle nei nostri locali in futuro, sempre con il concetto del recupero ci spiega.

Con la possibilità di fare il delivery e l’asporto si sono rimessi in moto, una città per volta (prima Faenza dove lo fanno loro, poi Bologna e da oggi Milano) creando una piattaforma sul sito dove poter ordinare direttamente a loro, anche attraverso i canali social.

Menu ridotto con le loro classiche ma anche pane, cornetteria e torte da forno per soddisfare più momenti della giornata.

“Stiamo pensando al nuovo menu dell’estate e per noi sarà ancora più importante stringere rapporti sempre più stretti con il territorio e rispettare la stagionalità. Ho abolito tutto lo straniero perché oggi ancor di più è fondamentale fare rete per uscire insieme da questa crisi” sottolinea Davide. E il futuro? Da 100 coperti passeremo a 40, si potrà scegliere la propria pizza attraverso la piattaforma digitale sul sito e fare 3 turni. Siamo in una nuova culturale digitale a cui dovremmo abituarci ma comunque le nostre lavagne con il menu non mancheranno mai!”

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