Caricamento in corso
caggiano

Le Grotticelle: la pizza di Angelo Rumolo ha (anche) una nuova casa

Quando siamo andate a trovare Angelo Rumolo a Caggiano per la stesura del capitolo a lui dedicato de La Buona Pizza, non sapevamo che oltre a mangiare le sue buonissime pizze avremmo conosciuto anche una famiglia numerosa, affiatata, straordinaria.
Sì perchè le due cose erano – e sono – indivisibili: le pizze di Angelo sono così buone perchè lui è un bravissimo pizzaiolo, naturalmente, ma anche perchè alle sue spalle e accanto a lui ci sono lo zio Nicola (che tanti anni fa aprì Grotto Pizzeria Castello) e il padre Vittorio, muratore-ristoratore che è un vero artista nel lavorare legno e pietra, la sorella Angelica e i cugini Veronica e Gherard che stanno in sala e il cugino Angelo che pensa alla cucina, la mamma e le zie che curano l’orto da cui arrivano tanti dei prodotti usati per condire le pizze. La sua Martina con cui si sposerà a settembre prossimo.

caggiano
E poi il nonno Angelo, che non c’è più (noi siamo felici di essere riuscite a conoscerlo!) ma che deve aver insegnato a tutti loro qualcosa di più della conoscenza dei prodotti di queste montagne e del rispetto per la natura. A lui è dedicata la nuova struttura poco fuori Caggiano che è stata inaugurata ieri: Le Grotticelle.caggiano

Noi l’avevamo visitata, ancora in costruzione, quando venimmo per il libro. Ieri l’abbiamo vista finalmente completata (quasi, mancano ancora le stanze nelle due torrette!) con tutti i dettagli: dalle camere per gli ospiti alla terrazza affacciata sul borgo di Caggiano, dalla cantina con sala degustazione al forno decorato con tessere colorate, dalla fontana-piscina esterna all’orto delle erbe aromatiche purtroppo rovinato dalle recenti nevicate. E anche l’albero di sorbo dove la nonna lasciava i nipoti piccoli a giocare nell’apposito recinto mentre lei e il nonno lavoravano nei campi. Per costruire da zero Le Grotticelle, parte del terreno di famiglia è stato scavato e molti alberi sono stati espiantati ma quello è rimasto lì, a ricordare a tutti da dove vengono.
E che la famiglia – questa famiglia – è qualcosa di indissolubile.

caggiano

Ognuno ha la propria idea di famiglia, naturalmente, e a molti di noi l’idea di lavorare con il parentame al completo risulterebbe insopportabile. Ma vedendoli tutti emozionati e felici, e pronti a rimboccarsi le maniche ancor di più degli ultimi 12 anni in cui hanno costruito pezzo dopo pezzo la nuova struttura continuando ognuno a fare il proprio lavoro di ogni giorno, non si poteva fare a meno di commuoversi; anche perchè – questa volta come già in passato – hanno fatto sentire anche noi un po’ parte della famiglia.

caggiano

Noi – professionalmente parlando – siamo venute per Angelo e le sue pizze. Ma nonostante si debba in gran parte a lui il successo “extra-territoriale” del locale, questo ragazzo di nemmeno trent’anni che continua ad andarsene in giro per le sue montagne in cerca di tartufi e erbe selvatiche dai nomi mai sentiti – dalla condrilla all’asfodelo, di cui usa il gambo pulito minuziosamente, fino alla “carlina”, una specie di cardo selvatico dal bulbo commestibile – con cui condire le pizze, non ha nemmeno un grammo di protagonismo al contrario di molti suoi colleghi.
Questa era la festa di tutta la famiglia, non la sua.

E ora, passiamo alle cose serie vale a dire cosa si mangerà a Le Grotticelle. Specificando che per qualche mese, fino a che tutto non sarà messo a punto come si deve, il locale lavorerà soprattutto per le cerimonie e le pizze di Angelo – tra cui la stagionale con crema di fagioli, salsiccia pezzente di Cancellara e polvere di caffè si continuano a mangiare nella pizzeria nel centro del paese, che comunque rimarrà aperta anche in seguito con un’offerta di pizze classiche mentre le stagionali e quelle più particolari, con i condimenti che prendono ispirazione dal territorio, saranno proposte nel nuovo locale.

caggiano

In menu – in cui, in prima pagina, è raffigurato nonno Angelo con la scritta “il territorio, la tradizione, la continuità” – le diverse portate sono indicate in dialetto locale. Dalla fllata (salumi, prosciutti e insaccati) che figura tra gli antipasti insieme pure al buonissimo antico pasticcio caggianese (rustico tipico a base di formaggi, uova, pane e prosciutto) a li provatur, le pizze fritte tra cui quella r li Chiarella, con salsa rustica e pecorino forte. Poi la pasta casarola (dalle lagane e ceci agli ziti con il ragù) e quella fresca con i sughi della tradizione, dalla genovese alla zammedda, salsa di pomodori “della nonna”, cotta a lungo fino a diventare molto intensa e profumata d’origano di montagna. E ancora la frascia (le carni alla brace) e attuorn, i contorni principalmente a base delle patate coltivate dalla famiglia: fritte, cotte sotto la cenere, alla santangiolese con peperoni cruschi e cipolle (le vogliamo!!).

caggiano

E poi, naturalmente, r pizz: oltre a Margherita e Marinara, quasi tutte “parlano” locale. C’è quella con la zammedda e il pecorino – o, come nella versione assaggiata all’inaugurazione, con il cacioricotta di capra – e la Casara con un mix di formaggi locali. Quella dedicata A la munduagna, con pomodoro giallo di montagna, guanciale e tarufo fresco, e quella dedicata A Martina con ortaggi di stagione e bagna caoda, specialità della mamma di Angelo che è di origini piemontesi. E ancora le nuovissime pizze I confini con fior di latte, salsiccia di Cancellara e salvia, e Le Grotticelle con funghi cardoncelli, guanciale, tartufo fresco e pecorino.

Ben fornita la cantina messa a punto anche grazie all’aiuto di Giuseppe Lupo, marito di Veronica ed esperto sommelier, che va dal territorio locale a Basilicata e Toscana.

caggiano

Per la festa d’inaugurazione, però – a cui ha partecipato praticamente tutto il paese inclusi il sindaco e il parroco per la benedizione di rito – la famiglia Rumolo non ha esitato a chiedere i rinforzi: dalle signore che hanno fritto vagonate di struffoli (tipo paste cresciute) da mangiare con soppressata e guanciale, alla signora Antonietta che cucinava ai matrimoni del paese (inclusi quelli di zii e genitori di Angelo) e che ha preparato insieme a loro la buonissima tasca di vitello farcita di pane, uova e formaggio da accompagnare con la “salsa piccante” a base di peperoni in agrodolce, il pollo ruspante disossato e farcito (“per tradizione”), la torta a base pan di Spagna e i soffici bignè dolci e altro ancora.

caggiano

Noi, arrivate con molto anticipo e un po’ affamate, abbiamo ingannato l’attesa con qualche struffolo e un panino ripieno di vitello e peperoni. Ah, i panini – soffici, fragranti e leggeri come non ne mangiavamo da tempo – li sforna un cugino di Angelo nel panificio in paese, naturalmente!

Le Grotticelle
Località le Grotticelle
Caggiano (SA)
tel. 0975 196 6171

Lascia in Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condivisioni