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Lello Ravagnan e la pizza dai gusti ellenici

Pizza show per i ragazzi di Grigoris che hanno fatto la pizza a Donoussa

Se è vero che la sinergia è la motivazione ultima di un gruppo, è altrettanto vero che la tappa obbligatoria per giungere a tale traguardo è fare squadra. Lo hanno capito molto bene Ruggero Ravagnan, pizzaiolo e patron della pizzeria Grigoris di Mestre (ex giocatore di serie A di pallavolo ndr) e Pina Toscani, compagna di vita e pasticcera del locale, amanti e frequentatori assidui delle isole della Grecia.

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Infatti Donoussa, meravigliosa isola delle piccole Cicladi, è stata la protagonista di una serata a tutto pizza, e non solo, che ha visto coinvolta una parte della brigata di Grigoris, Spiros Dimopoulos, che a Mestre ha imparato a fare la pizza, e Dimos e Giorgos Doumouras, proprietari del ristorante Avli Donoussa.

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Quando siamo sbarcati a Donoussa la prima volta c’era un campo da pallavolo montato sula spiaggia e ho capito di aver trovato la mia isola – racconta Lello. Da lì ho cominciato a conoscere i locali, spesso ateniesi che sono tornati per ricostruirsi un futuro dopo la grande crisi del 2009, che hanno riscoperto le loro radici e la loro isola. Come Dimos e Giorgos, ex sarto il primo e bartender il secondo, che hanno fatto della casa dei nonni un ristorante, Lucas, ex dipendente delle comunicazioni, che ha costruito Makers Apartments, bellissimi appartamenti vista mare curati e non invasivi, o Dimitri, il “vecchio” dell’isola, che incentiva un turismo amante della cultura e della natura selvaggia. Insomma l’isola era bellissima e gli abitanti persone meravigliose e accoglienti, sempre con il sorriso e con tanta voglia di fare! Mi è venuto spontaneo pensare di fare una serata qui da Dimos e invitare tutti gli amici di Donoussa. Lo scopo era far conoscere la mia pizza ma anche trovare un modo per valorizzare i loro prodotti, sia di terra che di mare, e incentivare le persone a fare sempre meglio! Così è nata l’idea di un evento all’ insegna della pizza “Made in Grecia” totalmente gratuito, dove ognuno portava la voglia di stare insieme per condividere un’esperienza diversa e ascoltare i nostri racconti”.

Per tre giorni i ragazzi di Lello, Jessica Simionato, Adriano Clera e Matteo Pellizer, si sono confrontati con Dimos, Giorgos e Spiros, sono andati a caccia di ingredienti e hanno provato impasti e combinazioni.

La sveglia spesso era all’alba, le prove e la ricerca prodotti al mattino, le cotture quando le “palline” erano pronte, i test quando subito dopo e il bagno, meritato, nelle acque cristalline al pomeriggio non mancava mai!

A supervisionare il tutto Lello – purtroppo Pina non è potuta venire – lavoratore instancabile, entusiasta per natura, che ha riscoperto proprio qui il vivere slow, i rapporti genuini tra le persone, il piacere delle piccole cose come un caffè greco all’alba nel più vecchio bar del paese guardando il mare.

Il menu era all’insegna delle verdure dell’orto, delle erbe spontanee come il finocchio e il timo selvatico di Donoussa, dei formaggi di capra, del pesce, delle cicerchie di Schinoussa, le olive di Thassos, le foglie di cappero di Syros, le cipolle locali e i pomodori secchi di Santorini.

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menu
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La cena è iniziata con tre bruschette fatte con il pane preparato con farina Evolutiva, lievito madre e 75% di idratazione e cotto a Mestre 7 giorni prima. In accompagnamento solo vini greci.

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Una volta rinvenuto al momento è stato condito con sale marino di Donoussa e olio extravergine di oliva di Creta

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crema di cicerchia di Schinoussa, finocchio selvatico e capperi di Syros(tipica ricetta locale)

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acciughe marinate, pomodori secchi di Santorini e foglie di cappero di Syros

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A seguire i cannoli ripieni con insalata di melanzane (altra ricetta tipica)

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pizza in pala alla romana con polipo, pesto di finocchio, carpaccio di zucchini e formaggio Arseniko di Naxos

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una fetta di Margherita con formaggio Xinomizithra di Naxos, pomodori ciliegini e basilico

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una fetta di pizza con formaggio San Michalis di Syros, lonza di Tito e amaranto

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per chiudere con un dolce come la focaccia veneta con mousse di Paros, mastice di Xios e fico locale.

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Un successo per questa serata all’insegna dell’allegria e del buon cibo, una scoperta per chi come me non conosceva Donoussa e gli splendidi prodotti delle Cicladi! Un posto dove sentirsi a casa, il sorriso non manca mai, il tempo scorre lento ed è facile dimenticare la frenesia e le cattive abitudini della città.

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Ho sempre avuto una grande stima di Lello e Pina, forse perchè anche io giocavo a pallavolo, per la pizza ottima, per il locale così diverso dalla normali pizzerie, per i dolci di Pina e per l’accoglienza dei ragazzi, preparati e gentili. Bisognerebbe farne più spesso di queste iniziative per rivalutare il lavoro della cucina, tornare tutti con i piedi per terra, ricordarsi di chi lavora con umiltà e saggezza e, soprattutto, fare cose diverse e originali senza aver paura di mettere in evidenza il lavoro degli altri.

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E come diceva Epitteto “nessuna cosa grande compare all’ improvviso, nemmeno l’uva, nemmeno i fichi. Se ora mi dici: “Voglio un fico”; ti rispondo: “Ci vuole tempo”. Lascia innanzitutto che vengano i fiori, poi che si sviluppino i frutti e, poi, che maturino.

AR

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