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nuovo nome Santarpia

Nuovo nome per Santarpia, con le pizze di Michele Leo

Siamo finalmente andate a trovare Michele Leo nel locale fiorentino che porta ancora il nome di Giovanni Santarpia. Oltre a ottime pizze abbiamo trovato anche una novità: dal 2 luglio nuovo nome e logo in arrivo!

Eravamo state da Santarpia – bel locale fiorentino nella zona del mercato di Sant’Ambrogio – quando le pizze le faceva Giovanni Santarpia, pizzaiolo napoletano ora in “tournée” per serate ed eventi estivi e in procinto di avviare una nuova avventura.


Michele Leo, invece, lo conosco da tanti anni: da quando – informatico insoddisfatto – fece il corso di cucina al Gambero Rosso e, folgorato da Gabriele Bonci, aprì un negozio di pizza al taglio a Napoli, probabilmente troppo in anticipo sui tempi. Poi il lavoro alla Città del Gusto del Gambero Rosso a Napoli, l’avventura emiliana di Mozzabella e infine l’arrivo a Firenze, dove ha portato la sua pizza – napoletana ma non classica in senso stretto, con un impasto leggero ma piuttosto “panoso” che si lascia mangiare con gusto soprattutto con i condimenti più umidi che lo esaltano – e i sapori del Sud: dai buonissimi latticini de Il Casolare, i pomodori di Casa Marrazzo, le acciughe di Cetara (di Delfino) e così via, ma pure tante verdure fresche e una golosità distintamente mediterranea, che affonda nelle memorie d’infanzia.

Poi certo, non mancano gli omaggi alla “fiorentinità” come la pizza fritta con il lampredotto!

Nuovo nome per Santarpia

Insomma, Michele si è fatto subito conoscere e apprezzare a Firenze ma restava la situazione “scomoda” e un po’ spiacevole (anche per noi, lo confessiamo, che apprezziamo il suo lavoro e la sua persona tanto quelli di Giovanni Santarpia) che lo vedeva lavorare in un locale la cui insegna rimandava appunto a un altro collega.

Dal 2 luglio, la situazione trova finalmente la soluzione ideale: Pietro Baracco e Simone Fiesoli i due soci della pizzeria – hanno infatti deciso di trovare un nuovo nome per Santarpia. E anche un nuovo logo.



Il primo sarà svelato il 2 luglio, il primo invece appare già sulle tovagliette e i menu del locale utilizzati intelligentemente per dare l’anteprima del cambiamento: un “peperoncino ingrassato”, come dice scherzosamente Michele – che anche sui social condivide spesso l’autoironia per la propria golosità, con post che mi sentirei di condividere uno a uno! – che ricorda anche un po’ una melanzana. Insomma, l’emblema del Sud!

I nostri assaggi

Da *la pizzeria fin qui conosciuta come Santarpia (cit), comunque, questa volta non sono andata solo per far due chiacchiere con Michele e Simone.
In compagnia di amici, mi sono seduta al tavolo e ho assaggiato qualcosina dal menu estivo appena entrato in vigore.

Prima, i fiammiferi di polenta – piccoli parallelepipedi di polenta fritta, versione finger e più elegante di quelli che a Napoli chiamiamo scagliozzi – con un buonissimo gazpacho in cui intingerli a piacere.

Poi le pizze: non potevamo esimerci da provare quella “del giorno”, proposta in un foglio a parte insieme anche a un antipasto (le acciughe fritte del mercato di Sant’Ambrogio) e a un dolce.

La pizza del giorno, come dicevamo, era quella con provola del Casolare, zucchine, menta e scorza di limone: un refolo di freschezza aromatica che arriva al naso appena la pizza tocca il tavolo, con le zucchine (solo la parte con la buccia verde, più saporita) tagliate in cubetti lasciati un po’ croccanti e la provola saporita e generosa.

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Visto che la pizza del giorno ha conquistato due su tre commensali, abbiamo provato solo un’altra pizza ma decisamente strepitosa: la Quattro Pomodori messa a punto da Michele con la collaborazione di Nino Di Costanzo, chef ischitano con la passione per la pizza.

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E dunque: pomodori San Marzano, filetti di pomodori verdi bio, polpa di pomodori rossi bio e pomodorino ciliegio secco di Casa Marrazzo, più burrata pugliese, basilico fresco e olio extravergine.
Una bomba di sapore – ma senza risultare per nulla pesante – che da un lato mi ha ricordato la focaccia estiva mangiata in spiaggia sotto il sole, dall’altro le insalate di pomodori “veri”, maturati il giusto, dall’altro ancora… niente, da oggi mi ricorderà la pizza di Michele!

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Per finire, una bella sorpresa come dessert: le pesche nel vino, fatte però a modo “nostro”, vale a dire come si fanno in Campania. Pesche appena tagliate – con tutta la buccia, molto buone nonostante non sia ancora arrivato il momento perfetto per questa frutta – immerse in un bicchiere di vino rigorosamente bianco, in questo caso una Falanghina.
Un piacevolissimo anticipo di estate!

Appuntamento al 2 luglio per conoscere il nuovo nome per Santarpia!

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