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Pizzottella è anche tonda!

Dopo il successo di quella in teglia Pizzottella ora è anche tonda

Da un’idea di David Ranucci e il giovanissimo pizzaiolo Jacopo Mercuro, la pizza romana alla pala più amata di Milano sforna la sua nuova versione: tonda e sempre più ricca, sottile e croccante

Dopo il clamoroso successo della prima vera pizza in teglia romana a Milano, Pizzottella raddoppia l’offerta con la versione tonda del grande classico capitolino. Preparata come da antica ricetta, è bassa, estremamente leggera e croccante quasi come una sfoglia, farcita dei migliori prodotti laziali, succulenta ma soprattutto tonda. Mente, cuore e mani sono ancora una volta quelli della coppia che ha creato il brand: David Ranucci, Oste Romano e imprenditore già noto grazie ai suoi locali di via Muratori, e Jacopo Mercuro, il giovanissimo pizzaiolo che in questi anni ha fatto della pizza tradizionale romana una specializzazione, una materia di studio e un vero business con l’ormai avviato 180 grammi. Dal loro incontro e dalla condivisione dei valori di rispetto della tradizioni, accurata selezione delle materie prime e recupero delle ricette della cucina tradizionale, nasce il progetto Pizzottella, nuovo brand del gruppo Ranucci che, dopo pochi giorni dall’apertura del secondo format, dicono i due, stupirà a breve con nuove proposte.

La pizza tonda romana si mangia con le mani: bassa e croccante, ad orni morso la veracità laziale

L’impasto è lo stesso dell’originale in teglia, frutto di ricerche e dell’approccio contemporaneo di Jacopo Mercuro che utilizza esclusivamente grani italiani e certificati, mentre la lievitazione, che avviene all’esterno del frigorifero, è data da una biga con grano tenero 0 e ad alta idratazione.

Le pagnotte vengono stese a mano e non con il mattarello, come ci racconta Jacopo in una romantica polvere di farina. Solo così si formano le micro alveolature della pasta, che rendono sensazioni diverse ad ogni morso: fragranza e morbidezza piene di gusto.

Pochissimi minuti in forno ed è già pronta, un filo d’olio a completare e la Tonda è servita, da quelle classiche come la margherita, o la bufala, a quelle più divertenti come la Doppia Mortazza: due dischi di pasta vengono cotti separatamente e farciti abbondantemente di mortadella, o la bianca con spinacino, prosciutto crudo, stracciatella e pomodoro confit, o ancora la Pomo d’oro con datterino rosso confit, pomodoro secco, pomodoro giallo arrostito, fior di latte e olio EVO. Fino alle grandi classiche romane: quello che nella capitale chiamano “crostino” con prosciutto cotto, fiordilatte e olio EVO, o quelle con le Alici, l’unico ingrediente che sarà in carta lungo tutto l’anno proprio perché massima icona di romanità.

Un menù semplice di 11 pizze che rappresentano solo il primo passo, il primo ingresso della tonda romana a Milano. “Un prodotto a cui ci dobbiamo abituare, come abbiamo fatto con la prima Pizzottella. Abbiamo tenuto le posate sui tavoli finchè non abbiamo visto che non le usavano più”. E anche per la Tonda non servono forchetta e coltello, solo una rotella tagliapizza, perchè si mangia con le mani per gustare ad ogni morso tutti gli ingredienti: dal crudo alla stracciatella, dalle alici alla salsa di pomodoro si percepisce l’estrema attenzione alla materia prima ma soprattutto alla ricerca della romanità.

Fonte: comunicato stampa

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