Caricamento in corso

Riapertura a Napoli, fotografia della prima settimana

Siamo a quasi una settimana dall’apertura al pubblico dei locali in Campania.
Vediamo a Napoli, quartiere per quartiere com’è andata.

Le costanti, come da decreto, sono igienizzanti all’ingresso, menù con QRcode, misurazione temperatura e rilascio dati personali all’arrivo e prenotazioni obbligatorie.

Abbiamo intervistato una pizzeria per quartiere per provare ad avere un quadro generale della città.

Dieci, la pizzeria di Diego Vitaliano a Pozzuoli e a Bagnoli
I fratelli Salvo a Chiaia e a San Giorgio
La notizia di Enzo Coccia al confine fra Vomero e Posillipo
Ciro Pellone a Fuorigrotta
Di Matteo al Centro Storico
La Contrada di Roberta Esposito ad Aversa
Franco Gallifuoco in zona Stazione Centrale.

Ne è venuto fuori un quadro decisamente omogeneo.

Quanti tavoli avevi e quanti ne hai adesso?
Dai locali più grandi, come quello di Diego Vitagliano a Pozzuoli – da 320 posti è passato a 160 sedute – ai più piccoli, come Ciro Pellone che da 40 sedute è passato a 20, tutti hanno dimezzato i posti a sedere per rispettare la normativa di almeno un metro di distanza fra i tavoli.

Giovedì 21 maggio, primo giorno di apertura al pubblico, come sono andati questi primi giorni?
Il primo giorno mi trovavo dai fratelli Salvo a Chiaia e ho assistito all’ingresso delle prime persone che, timidamente hanno chiesto se il locale era aperto e se potevano accomodarsi. Erano in tre, non sapevano come avrebbero dovuto sedersi, se potevano essere vicini, se dovevano avere la mascherina o meno. Lo staff di Francesco e Salvatore, li ha subito messi a loro agio nonostante l’imbarazzo iniziale della richiesta dati e controllo temperatura.
La serata è proseguita in sordina per i soliti volumi, anche per le altre pizzerie intervistate, qualcuno ha addirittura chiuso senza nemmeno un tavolo, ma per fortuna c’è il delivery che almeno solleva un pò il morale.

Il weekend è andato in crescendo per tutti e in tutti i quartieri hanno registrato un maggiore flusso di pubblico giovane, che probabilmente ha più voglia di uscire rispetto a chi, più maturo, ha una casa propria e preferisce aspettare ancora.

Turni e modalità di prenotazione
Dieci, sia a Bagnoli che a Pozzuoli, è aperto sia a pranzo – con un solo turno – che a cena – con 3 turni da 1 ora e 15 minuti ciascuno.
Prenotazioni Bagnoli: 081 1858 1919 oppure tramite la pagina facebook
Prenotazioni Pozzuoli: 081 1824 4808 oppure tramite la pagina facebook


Ciro Pellone a Fuorigrotta è aperto a pranzo e a cena – con 2 turni alle 20 e alle 22.
Prenotazioni: 081 593 4104 oppure tramite la pagina facebook


La Contrada ad Aversa è aperta a pranzo e a cena.
Prenotazioni: 339 229 7079 – 081 811 1700 oppure tramite la pagina facebook

Distanziamento tavoli al Giardino de La Contrada

La Notizia, alla volta dell'”essenziale”, ha aperto solo il civico 53 – il locale storico – ed osserva come sempre solo l’apertura serale osservando 4 turni: 19.00 -20 / 20- 21 / 21-22 / 22-23
Prenotazione: 0817142155
Delivery: 334. 2534036


Di Matteo al Centro Storico è aperta per adesso solo a cena dalle 18 alle 23.30.
Prenotazioni: 081.455262


I fratelli Salvo sono aperti a pranzo e a cena e sono ormai super rodati alle prenotazioni. Tempo addietro furono additati quasi come pazzi nel proporre un sistema di prenotazione direttamente dal sito che invece non solo gli ha permesso un’ottimizzazione della gestione del flusso di clienti in questi anni, ma adesso è uno strumento indispensabile.
Sono attivi ovviamente anche i numeri di telefono
Prenotazioni Napoli: 081 359 9926
Prenotazioni San Giorgio: 081 275306

E il delivery?
L’asporto, ma ancora di più il delivery, non perde colpi. Molti aderiscono alle piattaforme più famose, come UberEats e JustEat per poter raggiungere anche zone altrimenti non servite dai propri rider, che invece restano in un range di 2 km massimo dalla pizzeria, offrendo così un servizio di quartiere.

Quali sono i maggiori problemi riscontrati?
Tutti d’accordo che la comunicazione fatta dal governo non ha ispirato la sicurezza di cui c’era bisogno per un vero e proprio rilancio.

La mancata erogazione degli assegni di cassa integrazione è il primo problema di cui tutti parlano. Quasi nessuno si concede il giorno di chiusura cercando di far turnare il personale per non lasciare nessuno a casa. Enzo Coccia ad esempio ha trasformato alcuni camerieri in riders pur di farli lavorare.

L’educazione alla prenotazione è ancora difficile, la puntualità non è nelle corde del napoletano, ma considerando l’affluenza per adesso non è ancora un problema. Potrebbe diventarlo – sperano tutti – se i locali cominciano a riempirsi, quindi: siate puntuali!.

L’entrata e l’uscita delle persone per qualcuno è un pò ostica, come Di Matteo che ha un locale storico su più piani, ma l’uscita di sicurezza su Vico Giganti è diventata l’uscita ufficiale aiutando così a “smaltire il traffico”.

C’è bisogno di più personale per meno persone, perchè ci sono più cose a cui fare attenzione, come la sanificazione dei bagni che avviene ad intervalli regolari di circa due ore, e in casi eccezionali, come da Dieci, al singolo utilizzo.

Non ultimo il rapporto con la filiera corta, che in termini di business si è notevolmente ridotto. Le pizze da delivery sono spesso pizze semplici e quindi l’utilizzo di alcuni prodotti di nicchia viene rimandato alla visita in pizzeria.

La decisione di non riaprire
E poi c’è chi invece ha deciso di non aprire ancora, come Franco Gallifuoco, nei pressi della stazione centrale di Napoli. Una pizzeria di passaggio fra un treno e l’altro o di turismo, che quindi attende tempi migliori focalizzando oggi l’attenzione all’asporto e al delivery.

Lascia in Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Condivisioni