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Riapertura a Roma, fotografia delle prime due settimane

Roma riparte tra delivery, asporto e aperture “diverse”.

Vi abbiamo parlato di asporto e delivery quando i locali erano chiusi, vi abbiamo raccontato come ha reagito Napoli alla riapertura. Oggi, io e Luciana, vi diciamo cosa sta succedendo a Roma prendendo a campione alcune pizzerie.

Sbanco – Via Siria, 1 – quartiere San Giovanni

Sono ripartiti appena hanno potuto con una serie di regole per attenersi alle norme governativa come la consumazione al bancone consentita rispettando 1 metro di distanza tra clienti. Il menu è più semplice (20 pizze e 10 fritti, che cambiano ogni settimana), cartaceo e monouso. E’ consigliata la prenotazione telefonica dalle 17:00 in poi e per ora non accetta tavoli superiori alle 6 persone. Sono aperti dal martedì alla domenica dalle 19:00 alle 23:00. Nel week end c’è il doppio turno: dalle 19:30 alla 21:30 e dalle 21:30 alle 23:30. “C’è stato più entusiasmo i primi giorni dell’apertura: la nostra clientela non aspettava altro! Poi si è assestato. Ci ha stupito come l’asporto è rimasto altissimo: per 40 coperti al locale se ne fanno 80 di asporto, contando che il prezzo della pizza è uguale. Il 30% viene al locale e il 70% la mangia a casa. Abbiamo perso i posti del bancone: siamo passati da 160 a 95. Però prossimamente avremo una decina di tavolini fuori” commenta Marco Pucciotti patron del locale.

Pizze di Sbanco

Osteria di Birra del Borgo – Via Silla, 26 – quartiere Prati

Sono stati chiusi il primo periodo, ma con Pasqua hanno iniziato il delivery proponendo pizza romana perchè “si mantiene meglio nel cartone e per abbassare la media scontrino” ci spiega Luca Pezzetta. Hanno riaperto il 19 maggio. Da 180 posti sono passati a 50. Si può andare al locale su prenotazione tramite numero WhatsApp o telefonico e a orario. Il personale è dimezzato. Il menu è solo digitale. Sono aperti a pranzo e a cena ma chiudono a mezzanotte invece che alle 2.00. “Stiamo lavorando ma non ancora al ritmo di prima. La gente i primi giorni era molto spaventata mentre adesso le persone sono più rilassate, sembrano quasi tornate alla normalità. Il menu è rimasto lo stesso ma abbiamo meno articoli: siamo passati da 15 a 10 tonde, per il resto è uguale. In questo periodo abbiamo guadagnato tempo per gestire gli impasti e i lieviti, riusciamo a sperimentare di più anche sui topping” racconta Pezzetta. Nel frattempo hanno riaperto lo spazio Marine Village a Ostia “dove ci stanno massacrando: di media facciamo dalle 300 alle 400 pizze a sera, ed è solo l’inizio”.

Pizza tonda di Luca Pezzetta: formaggio Alveti e Camusi fuso in cottura pancia di maiale riduzione di pesca tabacchiera e semi di lino tostati.

Pizzarium – Via della Meloria 43 – quartiere Trionfale

Pizzarium ha chiuso i battenti ma il Panificio Bonci non ha mai smesso di lavorare (come vi abbiamo raccontato). Dal 3 giugno ha riaperto anche la storica sede di Via Meloria dal martedì alla domenica dalle 12:00 alle 15:00 e dalle 18:30 alle 21:30. C’è stata una riduzione del banco e non possono ehtrare più di due persone. Si può mangiare solo fuori. Conitnuano a afre l’asporto mentre il delivery si sposterà dal giovedì in poi. Riparte dagli esordi Gabriele, dalle pizze in teglia e dai supplì che hanno fatto la storia del locale. Dalle storiche, per esempio, ci sarà il supplì croccante di baccalà del 2004 – panatura di nocciole e cuore di fragola – o la lingua fritta del 2005/2006. Tra le pizze invece la classica Patate e Mozzarella del 2003 e la Rognone e Carciofini del 2005

Patate e mozzarella 2003

180 gr pizzeria romana – Via Tor de Schiavi, 53 – quartiere Centocelle

Jacopo Mercuro rimane chiuso fino all’11 giugno. “Ricomporre la sala non è facile. La turnazione l’abbiamo sempre avuta e si manterrà sui due turni. I tavoli saranno al massimo da 4 persone, almeno all’inizio. L’asporto è andato oltre ogni aspettativa, continuerà anche in futuro, dobbiamo capire come. Anche i fritti li manterrò. Metteremo un piccolo dehors esterno con 6/8 copertici spiega Jacopo Mercuro. In questo periodo però oltre al delivery e all’asporto ogni mercoledì “180 g pizzeria romana” si è trasformata in friggitoria. “L’idea era di aprire una friggitoria romana già da un po’ di tempo. Ovviamente iniziare adesso con un nuovo locale era impossibile, così abbiamo pensato di crearne uno virtuale aperto solo il mercoledì chiamata Friggitoria romana, solo fritti fatti bene. I fritti per il delivery o da asporto sono quelli classici ma modificati come, per esempio, nella panatura, sempre diversa e fatta con il loro pane.

La pizza romana di Jacopo Mercuro patate e pancetta

Seu Pizza Illuminati – via Angelo Bargoni 10-18 – Trastevere

Dopo una lunga pausa – interrotta già con il servizio di asporto dal 7 maggio, che continua ma solo nella prima fascia oraria e in maniera limitata – il locale di Pier Daniele e Valeria Seu ha riaperto con coperti dimezzati, tavoli distanziati e sanificati, apparecchio per la misurazione della temperatura all’ingresso e tre fasce orarie con prenotazione obbligatoria, dalle 19 alle 22.30. “Prima alle 19 venivano i turisti ma adesso vediamo anche gli italiani: chi vuole mangiare le nostre pizze in tranquillità e sicurezza non ha problemi; e noi tutto sommato preferiamo lavorare così perché riusciamo a prestare più attenzione a tutti i tavoli e a curare ogni dettaglio”, raccontano i due. La riapertura, molto attesa – “per l’asporto c’era anche chi veniva da Ostia e mangiava la pizza in macchina”, ci dicono – è arrivata senza preavviso il 28 maggio e ha fatto subito il sold out: per trovare un tavolo nella fascia centrale tocca prenotare con due settimane di anticipo. “Abbiamo sempre messo al primo posto la sicurezza – racconta Valeria – Ma avevamo voglia di tornare a lavorare e Pier Daniele smaniava per partire col nuovo menu estivo”. E a ragione visto che le nuove pizze della carta – più un fuori menu giornaliero, i fritti e i dolci – sono strepitose, a cominciare dalla Valeria a Mare che abbiamo scelto come Pizza del mese per la nostra newsletter e dall’Assoluto di Melanzane nella foto. I prezzi? dai 7 ai 15 euro.

L’Assoluto di Melanzane

Qvinto – Via delle Fornaci di Tor di Quinto, 10 – Parco Tor di Quinto

Sembra che non sia successo nulla, a vedere da quel che accade nel bel locale al parco Tor di Quinto. Anche grazie agli ampi ambienti interni ed esterni dislocati su più piani e spazi – con il roof, la veranda apribile, il bel Garden e il nuovo spazio Jungle – la clientela affezionata è subito tornata ad affollare il locale, con oltre duecento prenotazioni la prima sera e numeri costanti nei giorni seguenti; i tavoli erano già ampi e i coperti sono addirittura aumentati grazie all’ampliamento degli spazi esterni che ora (per stagione e sicurezza) sono di certo i più richiesti. E come sempre le pizze di Ivano Veccia – protagoniste assolute della cena, mentre a pranzo c’è anche una piccola proposta di cucina – richiamano una clientela numerosa che, da queste parti, non sembra porsi troppi problemi nemmeno di spesa: “Abbiamo allargato anche il menu, con nuove pizze che vanno molto. Ad esempio? La Mazara, con una base di ricotta di Di Costanzo, fiordilatte e poi – aggiunti a crudo – gamberi rossi, peperoncini verdi crudi, limone e germogli”. Una delizia in menu a 28 euro. Poi ci sono altre novità come La Contadina (crema di grana, cicoli, cipolla, scarola all’acciuga e pancetta) ma pure le montanare fritte al forno, il sontuoso Fritto Qvinto (con un assortimento che varia di giorno in giorno), un menu dei dessert ancora più ricco e gli abbinamenti con i cocktail. Perfetto per chi vuole berci su.

La Gatta Mangiona – via Ozanam 29 – Monteverde

Particolarmente scrupoloso e ligio alle regole, Giancarlo Casa – insieme al socio Sergio Natali – ha perso il sonno per trovare la sistemazione ideale che consentisse di accogliere nuovamente i clienti alla Gatta cercando di limitare i danni economici ma rispettando alla lettera (e al centimetro) le disposizioni di sicurezza: i tavoli interni sono circa la metà – con anche il problema di dove mettere il surplus – e vengono sistemati in base alle prenotazioni, in cui si chiede anche se i commensali sono congiunti o meno. In base a questo criterio si utilizzano tavoli più o meno ampi e si procede ad apparecchiare: chi scrive ha cenato con un amico a un tavolo da quattro, accanto a noi due coppie congiunte e un single messo a capotavola per rispettare la giusta distanza (un po’ triste ma ahinoi queste sono le regole). Da sempre, il locale monterverdino ha anche qualche tavolo fuori, sul marciapiede, ma anche in quel caso sono contingentati (e ci vanno solo quelli piccoli, da congiunti) e ovviamente dipende dal meteo.

Nonostante questo Giancarlo non ha perso la sua voglia di fare anche se, a pochissimi giorni dall’apertura, ci spiegava che il problema fosse sostanzialmente un altro: “A parte i coperti diminuiti, bisogna vedere se la gente verrà a mangiare, un po’ per la paura un po’ per le regole da rispettare. Noi abbiamo ancora poche richieste. Poi ci sono le persone che non capiscono, o non vogliono capire le indicazioni di sicurezza che siamo tenuti a far rispettare”. Noi dal canto nostro ci siamo goduti la nostra ottima pizza – una Margherita con bufala e una special dalla lavagna, La Sfiziosa, con ricotta, olive e pomodori secchi – con un impasto più “panoso” del solito ma profumato e molto piacevole, che ci ha anche stupito per la capacità di reggere il passare dei minuti: “Lo abbiamo un po’ rivisto, temporaneamente, perché i pizzaioli “titolari” hanno avuto difficoltà a rientrare dai loro paesi di origine” ci ha spiegato con sincerità Giancarlo. Nel mentre, comunque, tutto dovrebbe essere tornato nei ranghi e siamo certe che la voglia di una buona pizza – e del super Tiramisu – porterà in tanti ad affollare (per quanto possibile) i tavoli della Gatta Mangiona.

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