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Seu asporto takeseuaway

E’ partito il TakeSeuAway

Da giovedì sette maggio il locale romano di Pier Daniele Seu ha riacceso i forni e ricominciato a sfornare pizze per l’asporto. Menu snello ma appetitoso con fritti e dolci e un impasto leggermente rivisto, e niente delivery.

Pier Daniele Seu – in totale accordo con Valeria Zuppardo, moglie e socia – lo aveva detto da subito ed è stato fedele a sé stesso: niente delivery, sia perché non avrebbe garantito la qualità della sua pizza sia per non mettere a rischio la salute e la sicurezza dei suoi collaboratori e anche quella dei clienti. Così, dopo la chiusura del banco al Mercato Centrale, anche il locale di Trastevere aveva spento i forni e chiuso i battenti ai primi di marzo, quando l’Italia era andata in lockdown. È rimasto sempre in attività, invece, il forno da poco avviato del Bulgari Cafè a Dubai, affidato a Federico Zolofra, visto che il locale garantisce anche i pasti di chi ha la residenza fissa o temporanea nelle ville dell’elegante resort.


Due mesi di stop in cui Pier Daniele e Valeria si sono goduti – pur tra incertezze e preoccupazioni – l’attesa del loro primo figlio e hanno continuato a ragionare e pensare, senza però mai lasciarsi andare a esternazioni, previsioni o recriminazioni. Pronti a ripartire appena ce ne fosse stata occasione.

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E infatti da giovedì sette maggio – giusto dopo qualche giorno dal via libera del 4 maggio, per organizzarsi al meglio e provvedere alla sanificazione dei locali – Seu Pizza Illuminati ha riaperto per l’asporto, con la formula battezzata TakeSeuAway. Il menu si visiona online, dagli account social di Seu Pizza illuminati – Pagina Facebook e Profilo Instagram – e prossimamente sarà disponibile anche sul sito, mentre chi è già cliente riceverà la newsletter con menù e modalità per le ordinazioni.


“Iniziamo in punta di piedi, è un servizio che non abbiamo mai fatto”, precisa Pier Daniele Seu che infatti non ha mai voluto fare asporto o consegne. “Siamo stati fermi due mesi perché nel pieno del lockdown eravamo molto preoccupati per lo scenario del delivery ma eravamo anche molto fiduciosi in un miglioramento della situazione italiana con relative riaperture delle attività ristorative a metà maggio. Le riaperture però sono state posticipate e abbiamo quindi deciso di tornare in pizzeria per proporre il servizio d’asporto”. Per l’occasione , Pier Daniele ha rivisto leggermente il suo strepitoso impasto per garantire un risultato ottimale anche con questa nuova modalità di consumo: “Ho abbassato leggermente l’idratazione, e scelto una cottura un po’ più lunga a temperatura più bassa, anche siamo ancora in evoluzione perché il forno è stato spento per 50 giorni e deve riprendere il “ritmo”. Ho pure ridotto un po’ il panetto, pochi grammi, anche perché il cornicione veniva schiacciato dalla scatola per l’asporto”. E in effetti per le sue pizze, caratterizzate dal bordo gonfio e soffice, bisognerebbe brevettare delle box ad hoc!

Valeria invece racconta la parte organizzativa, che in questo momento è forse la più delicata. “Ero terrorizzata, non sapevo bene come gestire gli ordini, la preparazione e la consegna. Anche per questo siamo partiti per gradi, solo con l’asporto e accettando solo ordini telefonici, per vedere come andava, e con un’organizzazione chirurgica di tempi e “percorsi”. I risultati sono stati molto soddisfacenti, con 115 pizze la prima sera, 130 per la seconda – un venerdì – e gli ordini che già si accumulano per il week end. E’ andata benissimo anche per quanto riguarda il ritiro, e i clienti si sono dimostrati molto rispettosi delle tante regole che abbiamo dovuto imporre. Insomma, il mio terrore è servito ad arrivare preparati! Però, abbiamo avuto la conferma che non riusciremmo a gestire flussi di ordini su più canali – per esempio Whastapp e telefono – e anche che la richiesta dell’asporto satura completamente almeno la fascia oraria centrale rendendo impossibile pensare di fare anche delivery“.
Dunque, fortunato che abita nelle vicinanze!

“Morivamo dalla voglia di ricominciare” conclude Valeria. “I nostri clienti non ci hanno mai abbandonato, ci hanno scritto e sostenuto in continuazione, donandoci bagliori di speranza e la forza di reagire ai 2 mesi di lock down. Era quindi arrivato momento di ringraziarli tutti, tornando in pista con un menu snello e divertente, una proposta che ci permette di lavorare accuratamente sui tempi di preparazione degli ordini e di non perdere mai di vista la visione SEU” .

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Si può scegliere, infatti, tra 4 proposte di fritti – supplì classico, crocchetta, filetto di baccalà e fiore di zucca – e tra 16 pizze tra quelle della sezione Old School e le più creative Pizze Seu, e sempre con qualche opzione vegana e lactose free: e di certo non manca di che scegliere tra Margherita e Dop, tra Parmigiana e Assoluto di pomodoro, tra la 3 P (patate, provola, pesto, pinoli) e la Romana (pomodoro, alici, capperi, olive, origano). Come dessert niente pizze dolci – che prevedevano una finitura al momento del servizio – ma il classico Tiramiseu e una novità: la Cheesecake, da ordinare con uno dei tre diversi topping tra Raffaello, fragola o caramello salato.

Per ora disponibile solo dal giovedi alla domenica, il servizio funziona così: si ordina telefonicamente dopo le 17 al numero 06.5883384 e poi ci si reca in via Bargoni per il ritiro su fasce orarie di 15 minuti – il ritmo ideale per permettere il non accavallarsi degli ordini e un buon lavoro dello staff al banco – dalle 19 alle 22,30. Pronti con le telefonate?

foto di Andrea Di Lorenzo

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